martedì 23 novembre 2010

Give me five reasons...


Come già anticipato oggi creo un post interattivo per dare la possibilità a tutti i lettori di elencare 5 cose che abbiam perso o che ci mancano qui in Canada e 5 invece che abbiamo conquistato. Tutti i motivi del mondo, come è naturale che sia, non potranno mai essere davanti all'affetto dei propri familiari per cui escluderò a priori questi punti solo per non banalizzarli in un'arida lista.

Ogni commento lasciato con i propri 5+5 verrà incluso nel post appena possibile.


Simona - in ordine casuale

Cosa mi manca?
1. Una macchina mia col cambio manuale.
2. Le scarpe Nero Giardini.
3. Il mare della Calabria e l'odore della salsedine.
4. I film di prima serata in TV.
5. Le merendine e i biscotti del Mulino Bianco.

Cosa ho conquistato?
1. Non aver paura della criminalità.
2. Rimborso sulle tasse.
3. Uno stipendio più alto.
4. Politica del Soddisfatti o Rimborsati.
5. L'Inglese.

Francesco
6 (una é falsa) cose che mi mancano:
bidet, mare (a volte con la medesima funzione), prezzi con le tasse incluse, medico di famiglia e pediatra, tfr, criminalita`organizzata di alto livello.
6 cose (una é falsa) che sognavo di avere e che ho in Canada:
scuola elementare di cui andare orgoglioso, lavoro in crescita,
polizia per strada (mi piace il manganello nel senso di autorita`...), accessibilita`ai servizi, rapporti interpersonali rispettosi, informazione (faziosa, populista e filogovernativa), criminalita`organizzata di basso livello.

Davide
Cosa mi manca nell'immediato : il vino a buon prezzo , convengo con il prezzo finito non sai mai cosa spendi...le tax le paghiamo noi , ti faccio lo sconto del 25% , paghi te tax ma non paghi la livraison ( dicasi consegna a domicilio per gli anglofoni ) il calcio vero , cenare nei ristoranti a prezzi accessibili ed uscirne soddisfatti , il negozietto sotto casa , il tabacchino , il bar , il giornalaio , qui è tutto grande , anche il piccolo . Ovviamente non cito il bidet , tanto banale quanto fondamentale .
Cosa sognavo ed ho trovato : in primis avere il tempo di giocare con i miei figli , le passeggiate , persone "vere" , percezione della sicurezza , neve...neve...neve e neve

Francesco (Ciccio mio conterroneo)
Premetto che non vivo in Canada ancora...ma conosco abbastanza bene i due mondi per cui posso fare la mia lista.
Le 5 cose che NON mi mancherebbero dell'Italia:
1) le buche per strada appena piove
2) quelli che ti suonano al semaforo
3) quelli che fanno fare i bisogni al cane per strada senza pulire
4) Berlusconi e i suoi sgherri
5) l'arroganza degli stupidi e il qualunquismo degli Italiani.

Le 5 cose che troverei in Canada:
La lista di cui sopra Negata.

In bocca al lupo.

Ho perso:
- l'architettura precedente a cento anni fa
- i dibattiti filosofici
- l'offerta culturale
- il cibo e il bere come piaceri raffinati
- l'uso appropriato della lingua italiana

Ho guadagnato:
- una vita priva di stress
- una retribuzione soddisfacente
- una visione cosmopolita
- una società responsabile ed efficiente
- un contatto con la natura mai provato prima

saluti dalla Vancouver più gelida degli ultimi tre anni..

Bruna
Questo post e` uno dei miei preferiti. Grazie Simona per l`idea.Allora 5 cose che mi mancano:
1. la mia famiglia
2. la piadina romagnola
3. uscire con gli amici fino alle 5 del mattino e ballare sulla spiaggia tutta l`estate
4. il mare,vedere l`alba dalla finestra della camera da letto, prendere il sole per 6 mesi continui
5. girare in motorino 365 giorni

5 cose che ho conquistato
1. L`amore
2. tanti nuovi amici
3. l`inglese
4. nuove opportunita` lavorative
5. dormire senza la paura che ti entri qualcuno a rubare


Alessandro

Ecco la mia lista:

Le cose perse:

1) un lavoro sicuro, ben pagato, con tanti benefit anche se svilente
2) le medicine gratuite per curare la mia patologia cronica
3) i film di Toto' la domenica pomeriggio e, in generlae, tutti i dvd italiani che ho raccolto negli anni; ma se trovo un lettore universale, questo punto non vale perche' ho tutti i film di Toto' qui con me. Quindi
3bis) Il caciocavallo mangiato ancora caldo(in quanto appena fatto) nei caseifici delle Madonie; questo mi riporta al pane consato ed ai salumi degli Agriturismo Siculi
4) Le gite fuoriporta non impegnative di cui parlava Fransua', da fare soprattutto nei mesi invernali, perche' l'estate (per volere insindacabile di Claudia) e' dedicato al mare 7 giorni su 7, compresi i pomeriggi dei giorni lavoartivi.
5) Lasciare i bimbi ai nonni per uscire da soli con la moto; qui abbiamo parenti e amici ma non riteniamo di doverli usare come parcheggio, se non per emergenze

Cosa ho conquistato:

1) Una vita serena, che mi consente di insegnare i miei valori ai miei figli senza temere di crescere due futuri sconfitti disadattati
2) Arrivare al lavoro ancora sorridente, senza aver litigato con le decine di arroganti che inevitabilmente incrociavo lungo la strada
3) Vedere nei servizi di cui usufruisco le tasse che paghiamo
4) Scoprire la bellezza multietnica dei miei concittadini, riconoscere le differenze antropologiche, scoprire nuove abitudini e costumi; In una parola girare il mondo ogni giorno
5) Un libro di circa 450 dove sono descritte le circa 450 attrazioni di Toronto GTA e SUd Ontario (Toronto Fun Places, Nathalie Prezeau, Word of Mouth Production.

Sono sicuro che leggendovi mi verranno altri punti migliori di questi.

Adolfo
Devo dire che ci sono molte cose che mi mancano dall'italia ma se proprio devo pensarne 5 in particolare allora devo dire:
1) Il traffico in citta' con tutti gli automobilisti pazienti ed educati.
2) Le poste e le banche, sai quando entri in fila e non sai mai quando e se esci.
3) Le ferrovie dello stato...

Be faccio sul serio adesso

4)Il profumo dei funghi in Sila
5)Il mare

Cosa ho trovato in Canada
1)Rispetto per il lavoratore, vieni sempre pagato
2)Il rispetto per tutti cani compresi
3)Una miglior conoscenza di altre culture e tradizioni
4)Piu soldi in tasca mia piuttosto che delle banche
5)Conquista della mia indipendenza personale.

Queste sono solo poche cose come ho detto ma la lista puo' allungarsi molto.
Amo il mipo paese ed amo Toronto. Vivrei bene anche a Cosenza se proprio dovessi farlo. Ciao
Adolfo


Luigi

5 cose che mi mancano:
1.ritmi di vita piu' lenti
2.costo della vita + accessibile
3.l'espressivita' della lingua italiana
4.paesaggi naturali ed antropizzati che trasudano autenticita' e varieta' storica, architettonica e culturale, in poche parole che esprimono un'identita' propria ed unica
5.superquark


5 cose che ho conquistato:
1.una posizione lavorativa adeguata agli studi compiuti con relativo compenso pecuniario da ritenersi anch'esso adeguato ai medesimi studi
2.piu' fiducia in me e nelle mie capacita' personali, (per la serie 'non siamo solo raccomandazioni')
3.possibilita' concreta di poter avere un giorno una famiglia
4.autonomia mentale ed economica
5.l'assenza di Maria De Filippi con il suo programma Uomini e donne

Francesco
Cosa mi manca:
* Le montagne senza fare 4000 km
* La vera pizza

Cosa ho trovato:
* Mia figlia che può giocare per strada senza avere Rambo che la controlla.
* Mia moglie che può uscire sola di notte "quasi" tranquillamente.
* Che il motto "apparire è meglio che essere" non è ancora dominante (ma ci stiamo lavorando...)


Pietro
Cosa mi manca:
1) Il mare e i colori Puglia.
2) Le passeggiate in montagna (senza fare migliaia di km).
3) Le mie amate citta': Genova Roma e Napoli (anche se sono sporche un tantino pericolose e nel terzo caso ora anche con tanta immondizia in giro).
4) La classica colazione al bar (cornetto+cappuccino).
5) L'affetto delle persone che mi vogliono bene in Italia.

Cosa ho trovato di buono:
1) Rispetto per ogni essere umano, a prescindere da aspetto, razza, religione, tendenze sessuali.
2) Attenzione verso la sostanza piuttosto che per la forma.
3) Guadagni proporzionali alla propria qualifica e alla quantita' di lavoro effettuata.
4) La possibilita' di costruire un futuro che non sia solo per se stessi come singoli, ma anche come famiglia
5) Nei ristoranti si mangia bene (a patto di non fare i soliti paragoni tra spaghetti, pizza, pummarola etc, etc.), le porzioni abbodanti, i camerieri educati e gentili, e non costa un salasso.

Giancamarin
Nostalgie:
1. La cioccolata densa del bar italiano;
2. Le spiagge sabbiose anziché fangose;
3. La Nutella nel barattolo di vetro;
4. Il brusio delle cicale sotto gli ulivi, nei roventi pomeriggi d'estate;
5.La Tinsemmhal!

Conquiste:
1. Sfrecciare su di un lago ghiacciato con due lame sotto i piedi;
2. La poutine quebecchese;
3. Cip e Ciop in giardino;
4. I brownies, gnam gnam :)
5.Il diritto di calpestare le aiuole.

Enzo
Vado anche io Simona
le 5 cose che ho trovato
1) i salmoni, belli grossi e capoccioni;
2) la colazione il sabato mattina al bar di sotto, con la barista giapponese che sa a memoria i miei gusti e mi fa trovare tutto pronto appena entro;
3) mia moglie che (ancora...) non si incazza per il punto 2).
4) tanta natura, neve d'inverno e sole d'estate;
5) vita tranquilla in una citta' dalle mille attivita';

le cose che mi mancano
1) le mozzarelle di bufala appena fatte
2) le vongole VERE del mediterraneo (ah no, aspetta....ogni giovedi' mattina arrivano a Woodbridge.....retro-front)
3) niente
4) niente
5) niente

Saluti Enzo


Morena
5 cose che mi mancano (vabbe' oltre a famiglia, amici, casa, cani e gatti):

-i formaggi freschi, tipo mozzarella (che si pela!), formaggini giglio, stracchino, crescenza... a prezzi convenienti!
-il gelato artigianale servito a forma di rosa
-scoppiare i mini-ciccioli che puoi comprare dal tabaccaio senza limite d'eta' o giorno dell'anno
-i 4 salti in padella
-fare studi universitari senza aprire un mutuo.

5 cose che mi aspettavo e che ho trovato (la lista qui dovrebbe andare avanti, ma cerchero' di mettere cose non gia' menzionate da altri):
- assenza di malizia, rabbia, invidia.
- non esistono le scorciatoie, tutti sono trattati allo stesso modo.
- gentilezza incondizionata anche per lo sconosciuto.
- poter fare qualsiasi lavoro vuoi, quello per cui hai studiato e quello che ti e' appena venuto in mente di fare.
- pattinare sul ghiaccio o fare slittino, perche' l'inverno freddo e basta fa schifo, mentre con la neve e' un divertimento. 

sabato 13 novembre 2010

Bruna - un anno da landed immigrant

Oggi pubblico le parole di Bruna, parte integrante ormai di questo blog, in cui descrive il susseguirsi di emozioni provate in questo suo primo anno da immigrata. Ringraziandola per il suo contributo le auguro un prospero e sereno avvenire anche per gli anni futuri!


My first year in Canada

Il 7 Novembre di un anno fa stavo volando sopra i cieli di Toronto, mentre aspettavo di atterrare al Pearson Airport. Da sopra vedevo queste distese immense di colore giallo, subito ho pensato agli enormi spazi e ai parchi del Canada di cui avevo sentito parlare negli anni prima di venire qui.

Da allora é passato esattamente un anno. Come ho sempre detto e sostenuto gli anni da emigrante passano velocemente. In questo anno sono successe tante cose belle e brutte. La vita da immigrato non é mai semplice, per me é stata difficile e facile allo stesso modo. In primis perché avevo già provato anni indietro come ci si sente ad iniziare tutto daccapo; una volta che ero riuscita ad integrarmi ho dovuto lasciare tutto ed iniziare ancora una volta.

I primi mesi sono stati pieni di rabbia e di dolore per ciò che avevo fatto, non ero più sicura della mia scelta e di questa esperienza. Tutto ciò che mi circondava non aveva senso. L'unica cosa che mi dava serenità era l'amore che il mio Elton mi trasmetteva.

Ricordo benissimo un giorno che piansi cosi tanto solo perché non mi sentivo pronta alla neve e al freddo. I miei pianti nascosti erano diventati un'abitudine.

Un giorno, dopo circa 3 mesi dal mio arrivo, mi alzai e dissi a me stessa: cosi non posso più andare avanti, devo assolutamente cambiare questa situazione. Scelsi di non pensare più al passato e di non avere più rimorsi per la mia decisione ma solo di guardare avanti e cogliere tutte le opportunità che mi si sarebbero presentate.

Cominciai a fare nuove amicizie, la classe d'inglese che frequentavo mi coinvolgeva molto, ho iniziato a lavorare e continuo tutt'oggi nello stesso posto, le mie prospettive per il futuro erano diverse quando arrivai. Nel frattempo ho conosciuto di più la cultura Canadese, le tradizioni della gente, i modi di fare e tutto ciò che mi circonda ogni giorno.

La scorsa estate sono tornata in Italia, soprattuto per darmi delle risposte. Dopo un mese e mezzo di vacanza ho capito che il Canada mi mancava. Allora mi sono detta: Bruna adesso sai dov'é il posto in cui vuoi vivere. Sappiamo che l'house é qui in Canada ma Home é sempre la stessa dove siamo nati e cresciuti, dove i nostri affetti vivono ancora. Certi giorni mi viene rabbia, perché in una vita che abbiamo dobbiamo vivere lontani dai nostri cari!?! Ma sono domande che rimangono senza risposte.

Da Settembre sto facendo uno stage in una grande azienda del comune di Toronto. Mi piace tantissimo e spero che tutto si concluda bene. Anche se lavoro 16 ore al giorno non mi pesa, faccio due lavori, ma oggi sono motivata e positiva su questa esperienza.

Ho voluto condividere con voi la storia del mio primo anno in Canada per dire che tutto é possibile nella vita, basta volerlo ed essere ottimisti.

Grazie al mio Amore ed agli amici che ho incontrato tutto é più facile adesso.

venerdì 29 ottobre 2010

Una licenza per gli alcolici in Ontario

Da un pò di settimane a questa parte ho deciso di fare un altro passo verso il lungo ed intricato processo di integrazione nella comunità Canadese, così ho deciso di trovarmi un secondo lavoro. Questo spinta anche dal fatto che molti dei miei weekend cominciavano ad essere monotonamente noiosi per me che ferma non so stare. Pur continuando a rimanere fedele alla mia passione per l'IT e al mio lavoro in TD mi sono chiesta cos'altro sarei stata capace di fare. Risposte: non ne son venute fuori molte...ma ho pensato che l'aver lavorato praticamente quasi tutti gli anni della mia vita nell'attività commerciale dei miei genitori mi avrebbe potuto dare il la per iniziare un nuovo percorso professionale parallelo. Così ho deciso di interessarmi al settore dell'hospitality proprio quando il mio nuovo indirizzo è nel mezzo dell'Entertainment District della Toronto downtown. A tal proposito sono stata consigliata dal mio amico Gino (con cui condividiamo la passione verso i Boston Cream di Tim Horton's) di dotarmi della licenza SmartServe. Voglio precisare che qui in Ontario la distribuzione degli alcolici è regolata a livello provinciale. Solo negozi con marchio LCBO (Liquor Control Board of Ontario) o licenziati da LCBO possono vendere o commercializzare alcolici. Come anche in Italia, in Ontario serve una licenza per poter servire alcolici e permessi speciali anche per occasioni quali: matrimoni, cerimonie e così via...con varie differenze ovvio. Oggi in Ontario per poter lavorare in qualsiasi locale in cui vengono serviti alcolici è obbligatorio possedere questa licenza, si includono: barman, camerieri, proprietario del locale, manager, buttafuori, security etc etc.
Prendere questa licenza è semplice come buttare giù uno shot di tequila. Il costo è di 40$ ad oggi e non c'è data di scadenza. Il tutto può essere fatto online con un corso diviso in 3 sezioni e un test finale di 25 domande. Dopo il superamento del test viene rilasciato un codice provvisorio da stampare che verrà poi sostituito dalla tessera recapitata direttamente all'indirizzo fornito in fase di registrazione. Il corso online mira a rendere chiare tutte le leggi, gli obblighi e i doveri di chi serve alcolici in Ontario. Chi vende gli alcolici è responsabile di chi ne fa un uso eccessivo, in caso di incidenti o simili possono esserci gravi ripercussioni legali.
Ricordando che è una criminal offence guidare con un tasso di alcol nel sangue superiore a 0.08 (80mg/100ml) non poteva mancare anche su questo blog la onnipresente frase: don't drink and drive!

sabato 21 agosto 2010

lunedì 9 agosto 2010

Nuove istruzioni per gli skilled workers 2010

La lista delle occupazioni richieste dal mercato del lavoro Canadese, ai fini dell'eleggibilità all'immigrazione, è cambiata per le domande effettuate dopo il 26 Giugno 2010. C'è da dire che la lista è passata dai 38 richiesti per il 2008/2009 a soli 29, per lo più, a mio giudizio, nel settore medico.
Come riportato dal sito del CIC solo 20,000 domande di immigrazione verranno accettate ogni anno e di queste un massimo di 1000 apparterranno alla categoria di lavoratori specializzati.

Di seguito la lista:
0631 Restaurant and Food Service Managers
0811 Primary Production Managers (Except Agriculture)
1122 Professional Occupations in Business Services to Management
1233 Insurance Adjusters and Claims Examiners
2121 Biologists and Related Scientists
2151 Architects
3111 Specialist Physicians
3112 General Practitioners and Family Physicians
3113 Dentists
3131 Pharmacists
3142 Physiotherapists
3152 Registered Nurses
3215 Medical Radiation Technologists
3222 Dental Hygienists & Dental Therapists
3233 Licensed Practical Nurses
4151 Psychologists
4152 Social Workers
6241 Chefs
6242 Cooks
7215 Contractors and Supervisors, Carpentry Trades
7216 Contractors and Supervisors, Mechanic Trades
7241 Electricians (Except Industrial & Power System)
7242 Industrial Electricians
7251 Plumbers
7265 Welders & Related Machine Operators
7312 Heavy-Duty Equipment Mechanics
7371 Crane Operators
7372 Drillers & Blasters - Surface Mining, Quarrying & Construction
8222 Supervisors, Oil and Gas Drilling and Service

giovedì 24 giugno 2010

Affittare una casa - parte II


Ho già trattato l'argomento dell'affitto di una casa ma in questo post voglio dare delle informazioni utili riguardo diritti e doveri di un tenant. Una cosa fondamentale da sapere quando si stipula un contratto di lease (in genere annuale), è che ogni cosa che può o non può essere stata riportata sul contratto stesso non ha alcun valore se non rispetta le leggi che regolano i rapporti tra proprietari ed affittuari, consultabili sul sito del Residential Tenancies Act. In generale sottolineo alcune cose che è bene sapere. Quando si affitta un appartamento o una casa, spesso il landlord richiede, oltre il primo e l'ultimo mese di affitto in assegno circolare, 10 assegni post datati per i restanti 10 mesi di affitto. Gli assegni post datati non sono illegali qui in Canada ma il tenant ha, per legge, il diritto di non condividere questa tipologia di pagamento e magari mandare su base mensile l'assegno richiesto. Voglio ricordare che il padrone di casa, una volta ricevuto gli assegni (primo, ultimo ed altri eventuali) ha l'obbligo di consegnare le chiavi di casa, eventualmente in duplice copia, così come chiavi, fob o card per accedere nel palazzo. Dal momento in cui l'affittuario entra in casa il proprietario non ha più alcun diritto di entrare nell'appartamento stesso. Le leggi che regolano i rapporti tra padrone di casa ed inquilino sottolineano l'importanza di poter entrare in casa, da parte del proprietario, solo in caso di emergenza. Per tutto il resto il landlord è obbligato a dare un preavviso di almeno 24h ed una valida motivazione.
Alla fine di un lease, solitamente di un anno, il tenant è libero di scegliere se rinnovare il lease per un altro anno, magari arrivando ad un conveniente accordo economico col proprietario, oppure pagare su base mensile e avere diritto di lasciare l'appartamento semplicemente dando 60 giorni di preavviso. Da molti punti di vista la seconda soluzione è la più comoda in quanto non si è "bloccati" da un contratto annuale, in pratica impossibile da recedere.
Per quanto riguarda l'aumento dell'affitto questo può essere chiesto solo una volta ogni 12 mesi e deve essere dato un preavviso, da parte del landlord, di almeno 90 giorni. Esistono delle linee guida che vengono definite ogni anno dalla provincia dell'Ontario, queste stabiliscono esattamente di quanto il costo dell'affitto potrà essere aumentato. Per l'anno 2010 ad esempio, un tenant potrà vedersi aumentare l'affitto del 2.1%. Ogni anno questo tasso varia ed a volte,direi molto raro, può andare in negativo causando un decremento dell'affitto stesso.
In generale quando si affitta una casa ci sono tanti punti da considerare: location , vicinato, condizione dell'appartamento, amenities intorno il palazzo, laundry in casa o nel basement, vicinanza col posto di lavoro, etc etc. Ma ciò che più conta, dal mio punto di vista, è capire se la spesa dell'affitto sarà o no mai un problema nel corso di tutti i 12 mesi del lease, considerando quanto sia caro qui a Toronto il costo della vita!

domenica 21 marzo 2010

Uno psicologo a Toronto

Oggi pubblico delle informazioni riguardanti uno dei miei lettori. Non sono dettagli burocratici per una vita in Canada ma in egual modo interessanti ed utili:

Salve, mi presento:
mi chiamo Gianluca Raffa e sono uno Psicologo e Psicoterapeuta della provincia di Avellino.
Per la mia formazione professionale, ho viaggiato molto, soprattutto in Canada.
Nell'ottobre del 2007, grazie ad una borsa di Studio dell'Universita' 'La Sapienza di Roma" per corsi di perfezionamento all'estero, sono partito per Toronto dove ho avuto la fortuna di frequentare per 8 mesi il corso in "Advanced Psychology" del Prof. Lislie Greenberg nel Dipartimento di Psicologia della York University.
Da allora, non ho mai abbandonato il Canada e ogni anno ritorno a Toronto per corsi di formazione e lavoro e credo che prima o poi mi sistemero' li' in pianta stabile.
Da alcuni mesi sono il consulente psicologo online su un sito che si occupa di solidarieta' internazionale: www.socialidarity.it
Gestisco la seguente rubrica nello voce HELP PSICOLOGICO.
Iscrivendovi al mio FORUM su Socialidarity, avrete quindi la possibilita' di ricevere 5 consulenze psicologiche gratuite via email o via Skype, con un focus specifico sulle emozioni, motivazioni e aspettative che accompagnano la coraggiosa scelta di chi ha deciso di cambiare vita, lasciare l'Italia e partire alla volta della meravigliosa avventura Nordamericana.
Good luck,
dott. Gianluca Raffa
Psicologo-Psicoterapeuta

domenica 24 gennaio 2010

La mia G-full

Finalmente oggi ho fatto il secondo Road Test per la Patente G dell'Ontario. Dopo mesi di scioperi della MTO sono riuscita a prenotare una data e a sostenere l'esame. Ho trovato un centro DriveTest che effettua esami anche durante il sabato, molto conveniente per chi lavora. C'è comunque da dire che le prime date utili solitamente si hanno a distanza di 2/3 mesi, vista l'alta richiesta per questo giorno ed anche il fatto che sia l'unico centro in Toronto e nella GTA a lavorare di sabato. E' la sede dell'MTO di Port Union a Scarborough, la prenotazione ed il pagamento della relativa tassa possono essere fatti online dal sito della Motorizzazione dell'Ontario che, come già detto in altri post, è uno dei più efficienti siti che abbia mai visto, utile anche per cambiare indirizzo sulla patente, sull'OHIP o per richiedere informazioni su una macchina usata che si vuole acquistare. In totale l'esame dura circa 45 minuti, ma ammetto che il tempo vola e sembra relativamente breve. Si deve arrivare al centro esami almeno 30 minuti prima, questo per avere tempo di fare la fila e dare numero di targa e spot in cui si è parcheggiata l'auto che si userà durante la prova. L'esaminatore arriverà direttamente allo spot prenotato e come prima cosa richiederà il controllo delle luci quali freni e frecce laterali e la prova del clackson. La prova per la G-full solitamente include una breve parte nel centro abitato ed il resto in autostrada. Vi verrà richiesto di cambiare corsia continuamente e verrà valutata costantemente quanta attenzione date agli specchietti retrovisori. Una cosa fondamentale per questa prova, da ricordare sempre al fine del superamento dell'esame, è la velocità con cui si entra in autostrada dalla corsia di accelerazione. In pratica dev'essere paragonabile alla velocità del traffico sull'highway stessa e cioè tra gli 80Km/h e i 90Km/h (clima permettendo). In media, per chi già guida da tempo, non dovrebbero esserci grossi problemi per questo esame, ma qui devo ammettere che sono molti orgogliosi delle statistiche che dicono che le strade dell'Ontario siano le più sicure del Nord-America, per cui non gli piace sentirsi dire che si è già automobilisti con esperienza ma si è in Canada da soli 3 mesi. Un'altra cosa che ho scoperto da me durante l'esame è l'Emergency Stop! Nessuno mi aveva accennato di questa prova richiesta durante il test, ma ne avevo letto qualcosa da me su un sito per la patente in USA, senza dargli troppo peso devo ammettere. Nonstante tutto le mie letture mi hanno aiutato! L'Emergency Stop è una generica situazione d'emergenza quale ad esempio: un bimbo che attraversa d'un tratto la strada o una gomma che si buca mentre si sta percorrendo su un'highway. Simulando, come possibile, queste situazioni l'istruttore vuole capire come si tende a reagire in queste circostanze. Il mio ragionamento è stato tanto semplice quanto efficace. Solitamente non si deve pensare a mettere luci di emergenza o guardare negli specchietti, l'unica cosa che si fa quando succede una cosa del genere, esempio il bimbo che attraversa la strada d'un colpo (nel mio caso), è frenare piu' o meno bruscamente mantenendo gli occhi sull'obiettivo. Una volta che la macchina si è arrestata bisogna controllarsi intorno e negli specchietti e dunque inserire freno a mano, mettere il cambio su P e inserire le luci di emergenza. Per il resto della prova sono situazioni più o meno standard come inversione ad U (3-point turn) o parallel parking, prove già viste durante il test per la G2. Le mie conclusioni su questo esame sono davvero positive, non è nulla di impossibile come spesso mi era stato dipinto, l'unica regola da ricordarsi è: "take your time", l'esaminatore non può penalizzare nessuno per il tempo impiegato nell'eseguire una manovra o effettuare un cambio di corsia. Un'altra delle mie più chiare conclusioni è che il cambio automatico davvero non fa per me...

mercoledì 11 novembre 2009

I hate recruiters!

Quando si è alla ricerca di un lavoro è quasi impossibile non finire nell'imbattersi in qualche recruiter, o head-hunter. Ritengo questa categoria di persone una delle più infide ed ingannatrici che abbia mai conosciuto!! Mai dico mai fidarsi di ciò che dicono! Per loro esiste solo una regola: il guadagno. Le mie esperienze con loro sono state tutte negative, in mesi di colloqui conoscitivi e di telefonate non ne ho trovato neanche uno che mi abbia procurato una sola interview con uno straccio di cliente. C'è da dire che una persona disoccupata che cerca attivamente lavoro è una fonte di informazioni per queste persone. Contattano i candidati con fantomatiche possibilità lavorative presso aziende, banche internazionali, posizioni ultra pagate, solo per chiedere al candidato stesso con chi ha fatto colloqui, per farsi dare referenze di Managers da poter contattare. Alcuni arrivano addirittura ad invitarti per un colloquio conoscitivo e a chiederti espressamente di elencare su un foglio di carta tutte le società con cui si è fatto colloqui così da potergli proporre risorse. Poi ovvio spariscono come la neve al sole appena hai dato loro tutte le info che cercano. La cosa negativa purtroppo è che le grosse aziende lavorano solo con questi individui e non direttamente con i candidati, per cui è durissima per un immigrato che non ha esperienze lavorative/istruzione/lingua Canadese riuscire a farsi chiamare per un colloquio senza avere uno di questi agganci. Molti di loro possono proporre solo 1-2 resùme al cliente, di conseguenza preferiscono giocarsi carte vincenti che uno zoppicante immigrato di cui non si sa molto riguardo le precedenti esperienze lavorative. E' da ricordare che la richiesta delle referenze viene fatta SOLO in caso in cui l'ipotetico employer sia disposto a fare un'offerta di lavoro e si voglia accertare delle precedenti esperienze lavorative. Quindi dopo i vari colloqui conoscitivi e tecnici che sono previsti nel processo di assunzione presso un'azienda. Per cui diffidate di un recruiter che vi chiede referenze senza neanche aver fatto un colloquio. Il mio consiglio è questo: non fate mai troppo affidamento su ciò che vi può dire un recruiter/head-hunter, basate ogni vostro progetto, aspettativa per una posizione di lavoro solo ed esclusivamente sui colloqui fatti direttamente presso l'azienda che vi interessa o i contatti presi con qualcuno di loro. Possono darvi l'impressione di credere in voi come il perfetto candidato che stavano cercando e poi sparire nel nulla subito dopo! Io ho trovato recruiters che mi hanno chiamato a lavoro risalendo dal mio CV su LinkedIn, mettendomi in posizioni difficili in ufficio e poi sparivano d'un tratto senza rispondere più neanche alle email! Anche quando vi hanno trovato un cliente disposto a valutare la vostra candidatura cercheranno sempre di convincervi ad accettare un prezzo più basso sullo stipendio così da avere più chances rispetto ai loro concorrenti in gioco per la stessa posizione. Io rimarrò sempre di un'opinione su questa gente: incompetenti ciarlatani che non hanno neanche cognizione di causa di cosa concerne il vostro lavoro. A questo link un interessante blog a proposito.

mercoledì 28 ottobre 2009

Un anno da PR

E' già trascorso un intero anno. Il tempo vola ed io mi guardo indietro ricordando il giorno del mio landing, a distanza esatta di un anno l'ho rifatto rientrando dalla mia breve ed intensa vacanza in Calabria. Con assoluta certezza posso dire che questo 2009 è stato uno degli anni più difficili della mia vita. Partendo dalle lacrime dei miei genitori all'aeroporto, agli sguardi di chi non mi conosce dei miei nipotini alla solitudine che mi pervade in questa cosmopolita città. Ma nonostante tutto dico con altrettanta certezza: adoro Toronto! Tutto ciò che c'è stato: la depressione, le insoddisfazioni, le gioie, i dubbi sono una componente giustificata e presente in tutti quelli che vivono la mia esperienza, in tutti gli emigranti.
Che dire di questo primo anno da immigrata? Beh, ho trovato un lavoro, ho affittato un condo in centro, ho persino scoperto un tizio che mi entrava in casa una volta a settimana a fare il suo bucato e usufruire dei miei divani rosa! Ma ho anche perso la mia nonna 95enne senza essere lì nel giorno del suo funerale. Ho mancato i primi passi e le prime parole dei 2 ometti di casa, ho dovuto rinunciare al lusso di una macchina ma sono diventata uno zipster! Ho imparato ad amare questa lingua e questa città, ho fatto qualche nuovo amico e ne ho ritrovati di vecchi chiedendomi quanto piccolo è il mondo! Ho cercato un altro lavoro e l'ho trovato con tanta costanza. Ho imparato a districarmi tra telefonia, TV, cable, carte di credito, assegni a tasse da pagare.
Ho girato in lungo e largo la GTA e ho preso tanti mezzi per spostarmi da una parte all'altra che in tutta la mia vita! Ma alla fine torno a casa contenta ma anche spesso un pò triste. Ma una frase che sempre ho riportato in questo blog mi ricorda che: "feeling at home in a new country takes time".

domenica 20 settembre 2009

Canadian Experience Class

Per chi ha un permesso di lavoro temporaneo o per chi è studente ed ha conseguito una laurea Canadese, passare dallo stato di temporaneo a quello di residente permanente è relativamente semplice. Un applicante con queste condizioni ha, per il Governo Canadese, le conoscenze della società, della lingua e del mercato del lavoro del paese che lo ospita. Può quindi fare domanda di immigrazione nella categoria Experienced Class. I candidati devono avere almeno 2 anni di esperienza lavorativa in Canada o una laurea Canadese ed almeno un anno di esperienza maturata in Canada. Le categorie di lavoratori accettati per questa domanda devono avere un NOC appartenenti alle categorie: A, B o 0. Che tutto sommato copre la maggior parte dei lavori previsti per immigrare qui in Canada. Per chi fa domanda come lavoratore temporaneo, l'applicazione verrà processata basandosi principalmente sulle proprie esperienze lavorative e sulla conoscenza della lingua, mentre per chi è studente verrà valutato il proprio curriculum accademico.

I passi da seguire per poter fare domanda sono essenzialmente 4, a tal proposito segnalo l'utilissima guida del CIC a questo link.
Step 1. Raccolta Documenti
Step 2. Compilazione Domanda
Step 3. Pagamento Tasse previste
Step 4. Invio Applicazione
I documenti da compilare ed inviare per l'Applicazione sono i seguenti:
1. Certificato Principale della Domanda [IMM 0008] a questo link il pdf.
2. Dichiarazione Background (lavoro, studi, etc..) [IMM 0008 SCHEDULE 1] a questo link il pdf.
3. Cerificato specifico per la Experienced Class [IMM 0008 SCHEDULE 8] a questo link il pdf.
4. Certificato per le Informazione della Famiglia (da compilare anche per chi fa domanda unica) [IMM 5406] a questo link il pdf.
5. La chekclist di tutti i documenti da consegnare [IMM 5610] a questo link il pdf.

Altri documenti, non obbligatori, sono i seguenti:
- Per chi usa un avvocato (representative) [IMM 5476] - a questo link il pdf.
Il pagamento della tassa prevista per questa classe, può essere fatto anche online, stampando il pdf che viene generato a seguito del pagamento ed includendolo nella documentazione da inviare all'ufficio del CIC più vicino alla propria residenza.
La fee prevista è riportata nella seguente tabella:


Per le altre modalità di pagamento previste dall'ufficio di Buffalo (USA) si faccia riferimento a questo link. Per pagare online si può seguire direttamente questo link, sottolineo che il pagamento online NON è previsto per tutte le tipologie di domande.
Per l'invio dell'applicazione all'ufficio Immigrazione di Buffalo, l'indirizzo è il seguente:

Consulate General of Canada
Immigration Regional Program Centre
1 HSBC Center
Buffalo, New York
14203 - 2884 USA

mercoledì 9 settembre 2009

Oakwood e la sua esperienza...

Oggi voglio postare una email che ho ricevuto un pò di giorni fa (ovvio con l'autorizzazione dell'autore, che per motivi di privacy preferisce rimanere anonimo). Prima che venissi qui in Canada, se avessi letto qualcosa del genere le mie opinioni a riguardo non sarebbero state "positive", oggi la penso in tutt'altra maniera e comprendo molte delle parole scritte nella email di seguito, questo per sottolineare che si tratta di un'esperienza vissuta e come tale, suggerisco di accettarla come un diverso punto di vista basato su decisioni e scelte puramente personali.

>>

Cara Simona,

leggendo la tua email mi pare di capire che, in effetti, abbiamo diverse cose in comune, pur avendo seguito strade un pò diverse.

Ho fatto anch’io la procedura da Skilled Worker, ma sono arrivato "addirittura" con un work permit sponsorizzato dalla compagnia che mi assunse all’epoca. Il mio primo lavoro, subito dopo la laurea (anzi, ricevetti l'offerta ancora prima), nel mio settore per giunta. Insomma una bella botta di sedere. Ritengo la mia esperienza in Canada abbastanza profonda, perché ho avuto modo di vivere in provincia prima, in una realtà Canadian al 99%, e di spostarmi a Toronto poi, avendo una visione relativamente esaustiva di quella che è la società canadese. Per farla breve: dalla vita piatta (secondo me) di una cittadina del sud Ontario, a quella eccitante (sempre secondo me) di Downtown Toronto, mantenendo nel frattempo sempre lo stesso lavoro in azienda. Il lavoro per me è stata la grande attrattiva per spostarmi in Canada, e almeno inizialmente ero molto soddisfatto della parte professionale. Meno soddisfacente era la vita sociale di provincia, basata sullo stare a casa, spalare la neve, amicizie alquanto limitate, disquisizioni con i colleghi su meteo/hockey/basements/loans e tristezza diffusa. Questa fu per lo meno l'opinione che mi feci sulla prima parte della mia esperienza canadese.

La seconda parte, questa volta a Toronto centro, fu invece molto diversa e decisamente positiva. Il lavoro non era più l'unica cosa della mia vita, mi feci subito un sacco di amici di ogni nazionalità, uscivo tutte le sere, mi impegnavo in attività culturali, eccetera. Incontrai una donna stupenda, che è ancora la mia compagna. Decisi addirittura di comprare un condo.

Tutto questo era fantastico, ma con il tempo cominciai a riflettere. Lo scorso anno fu per me decisivo e giunsi a conclusioni importanti.

Innanzitutto ebbi modo di ragionare sul mio "status" in Canada. Nonostante io avessi tutto quello che un immigrato possa chiedere a un paese ospitante, non mi sentivo minimamente parte della società canadese. Avevo creato il mio piccolo mondo a Toronto, vero, ma tutto secondo il mio stile di vita, che era poi anni luce lontano da quello dei 'canadesi' - spero tu non mi fraintenda con questo termine. I miei obiettivi erano di crescere professionalmente e caratterialmente, di conoscere persone e posti nuovi, di creare e mantenere forti rapporti sociali, di viaggiare, di leggere, ma anche di divertirmi, di rischiare, di vivere un po' alla giornata. I miei amici - persone a cui mi sono affezionato tantissimo - erano tutto fuorché canadesi: Europei, Asiatici, medio - orientali, e ovviamente diversi italiani "nuovi arrivati". Il mio stile di vita era italianissimo: dal mangiare, al modo di vestire, al mio carattere, alle mie abitudini. A me francamente dell'hockey non è mai importato granché, come neanche del basket e del baseball. Ho sempre amato parlare di attualità, politica, storia, geografia, scienza, cucina, piuttosto che di linee di credito, di macchine nuove, di maltempo e di ridipingere la facciata di casa.

Come vedi cara Simona, mi sentivo un pò in un mondo tutto mio. Un pò come se fossi un eterno espatriato. Il Canada è un paese bellissimo per questo genere di cose, puoi mantenere le tue identità ed essere rispettato o anche ammirato in certi casi. Però come capisci, mi sembrava una contraddizione restare in questa situazione per tutta la vita, in questa specie di limbo caratterizzato dal non condividere molto di questa societa'. Problema mio ovviamente.

Accanto a questa riflessione forse un pò complessa e del tutto personale subentrarono poi altri problemi di natura più pratica. Mi rendevo via via conto che il Canada sotto certi punti di vista è davvero poco sviluppato: la sanità è secondo me alquanto arretrata, molte infrastrutture - dalle TTC ai trasporti (magari non quelli di Toronto ma per es. a livello provinciale o inter-provinciale) non sono ai livelli di paesi occidentali, idem per quanto riguarda previdenza e altri aspetti sociali. Inoltre, per la prima volta capii cosa significa convivere 12 mesi di fila con il maltempo e quali effetti questo abbia sull'essere umano: l'inverno 2008 (inizio) fu uno dei più freddi e nevosi degli ultimi anni (ricordo ancora che il bilancio del comune di TO andò in rosso per via delle spese di rimozione neve), l'estate fu terribile (pioggia e temporali di continuo), e poi inverno di nuovo. Infine, il grosso problema: il lavoro. La mia ex-posizione, per quanto interessante e fondamentale per la mia carriera attuale, aveva raggiunto una saturazione. Lo stipendio era decente, ma non mi avrebbe mai fatto fare i salti di gioia, nè mantenere una famiglia a livelli accettabili, perché volevo vivere a Toronto e non nella campagna sperduta canadese. Facevo il pendolare con la macchina, situazione non ideale dal punto di vista pratico, economico ed ecologico. Durante l'intero 2008 cominciai quindi a guardarmi intorno, sia internamente alla mia ex compagnia sia esternamente. Mi resi conto - con mia somma sorpresa - che in realtà le opportunità in Canada erano molto limitate, almeno per noi ingegneri. Nonostante i miei anni di esperienza, un Master Degree, referenze Canadesi, esperienza Canadese, un profilo professionale/inter-personale che ritengo di tutto rispetto, e centinaia di CVs inviati arrivai alla conclusione che... non c'era posto migliore di dove stavo già. Che però come ti dicevo, non era un lavoro di lusso e dove tra l'altro scoprii che la mobilità interna non era delle più entusiasmanti. Ti capisco quando mi parli della tua frustrazione su lavoro, mi sentivo anch’io così. Credo anzi sia normale, quando qualcuno che ha studiato, si è sacrificato ed è professionalmente e umanamente valido - insomma qualcuno come noi - ha lasciato il proprio paese per andare così lontano.. per poi scoprire una realtà non in linea con le proprie aspettative. Aggiungo inoltre che in Canada l’aspetto lavorativo è molto importante, nel bene e nel male: senza un lavoro decente non sei nessuno e anzi non fai affatto una bella vita. Avere poche possibilità nel posto dove si è immigrati, nonostante educazione e qualifiche, è una cosa dura a mandar giù. Ne ho viste e sentite di cotte e di crude su questo tema, dalla faccenda della "Canadian Experience", ai titoli degli immigrati non riconosciuti, dagli Ingegneri pagati poco (discorso intrapreso molte volte con colleghi canadesi), alla scusa della crisi economica. Non so quale di questi elementi prevalga, secondo me il discorso è più semplice: in Canada molti settori sono ahimè già saturi, specie quelli che richiedono una certa professionalità. Per questo non è facilissimo trovare/cambiare lavoro nel proprio settore, tutto qua. Certo, ci sono ambiti sicuramente più dinamici, come quello finanziario o del marketing, ma in generale la mia opinione non cambia. Una cosa che ho notato - e sicuramente l'avrai fatto anche tu da buona osservatrice che sei - è che in Canada puoi fare un pò di soldi se sei un piccolo imprenditore di te stesso. Con il secondo lavoro, l'aziendina a casa, oppure mettendoti a fare il libero professionista. Cose che fanno un po' tutti in Canada, lo vedi o lo vedrai. Cose che però mi hanno sempre tenuto lontano, non voglio vivere per lavorare come fa il 99% delle persone lì. Se poi posso darti un consiglio, non sperare troppo di fare grandi amicizie a lavoro, specie se i tuoi colleghi sono tutti cinesi. Per carità, io con molti di loro andavo d'accordo, specie con gli Hongkongesi, ma può richiedere molto tempo e pazienza e in ogni caso risulta difficile se fanno comunella. Anche io a lavoro non legai mai più di tanto, e stavo in una compagnia di 1000 persone.

Arrivando alla fine di questa storia... a luglio dello scorso anno, mentre ero deluso per la stasi lavorativa e mentre iniziavano i primi accenni di crisi anche in Canada, misi il mio CV su monster, per la prima volta nella mia vita. Beh da quel momento iniziai a ricevere decine di offerte da compagnie Europee (UK e Germania soprattutto), qualcuna addirittura dagli EAU. Alla fine del mese avevo in mano una offerta da parte di una grande compagnia Europea, tra l'altro cliente della compagnia canadese dove lavoravo. Capii che la mia esperienza canadese si stava per concludere ed era tempo di aprire nuove porte.

Decisi di lasciare il Canada per tornare in Europa. Sicuramente la parte emotiva ha giocato un ruolo importante, a me l'Europa mancava - e con essa anche l'Italia, anche se non sono tornato in patria. Ma si è trattato di una questione soprattutto razionale, legata alle opportunità, alla qualità della vita, ai benefits e nel mio caso anche dei salari che l'Europa di oggi può offrire. Insomma, tutto relativamente semplice e lineare. Certo, alcune cose del Canada mi mancano: gli amici (che però, in quanto tali, resteranno), lo stile di vita "urbano" di Toronto, la bella casa. Tutte cose importanti, per carità, ma legate per lo più al lato nostalgico che c'è in me e che come capisci ho dovuto sacrificare per ottenere altro, anche in prospettiva di una famiglia che un giorno vorrò formare qui in Europa e non in Canada. A tutt’oggi, sono sempre più convinto della bontà di questa mia scelta. Sono felice, il posto in cui mi trovo mi piace davvero, e' proprio così come sembra. Penso che difficilmente mi sposterò di nuovo, a meno di eventi imprevisti.

lunedì 31 agosto 2009

Video post!

Oggi posto 2 video fatti al rientro a Toronto domenica pomeriggio, mi scuso per la scarsa qualità delle immagini. Siamo esattamente sulla 401 l'autostrada più trafficata in Nord-America.

Quasi a Toronto:


in città:

martedì 28 luglio 2009

TFSA - Tax Free Saving Account

A partire da Gennaio 2009, tutti i residenti del Canada, maggiorenni hanno la possibilità di investire i propri risparmi con un TFSA Tax Free Saving Account. Vista la recente recessione il Governo Canadese ha attuato questo tipo di programma per incentivare i cittadini al risparmio a condizioni favorevoli. Annunciato nel 2008 nel bilancio federale, il TFSA non solo fornisce un nuovo modo di risparmio esentasse, ma da inoltre la possibilità di prelevare i propri fondi senza pagare penali ed in qualsiasi momento. Sono ammessi contributi fino ad un massimo di 5000$ annui. Parte dei contributi non versati durante l’anno, possono essere riportati per l’anno successivo o su una base a tempo indeterminato. Inoltre, il Tax Free Saving Account non ha limiti basati sul reddito, né ci sono limiti di età massima. Tuttavia, un TFSA non può essere assegnato come fondo per minori (o al di sotto dei 18 anni di età). Non è possibile avere conti congiunti e quindi sommare il contributo annuo, ma è possibile contribuire sul conto del proprio partner, se uno dei due ha un reddito superiore a quello dell’altro. A differenza di un conto di risparmio pensato per la propria pensione, i risparmi su un TFSA non sono deducibili dalle imposte. Inoltre questo tipo di conto può essere recesso in qualsiasi momento. E’ bene sottolineare che il superamento del contributo annuo di 5000$ porterà ad una tassazione dei propri risparmi del’1% per ogni mese di permanenza del contributo in eccesso, sul proprio conto TFSA. Le operazioni previste su un conto TFSA sono, come si può immaginare, poche. I contributi che possono essere versati non vengono pagati ed è concesso un solo prelievo al mese, i successivi sono a pagamento. E’ possibile prelevare fino all’intera somma presente sul conto ma se si è già raggiunto il numero di depositi annui pari a 5000$ non sarà più possibile versare sul conto, per quell’anno, alcun altro contributo. Per spiegare queste operazioni occorre un banale esempio. Per esempio: Se si versa un contributo di 4,000$ sul proprio TFSA nel 2009 ma successivamente si prelevano 1,000$ durante lo stesso anno, il limite del contributo per il 2010 sarà 7,000$. In pratica il contributo annuo massimo è di 5000$, ma se si sono fatti in precedenza prelievi, possono essere riaccreditati sul conto TFSA nell’anno solare successivo al prelievo, senza inficiare il tetto massimo previsto per quell’anno. Uno dei motivi per cui suggerisco l’apertura di uno di questi conti (aldilà dell’oggettiva convenienza) è il fatto che aiuta tantissimo nel crearsi un’ottima credit history, perché una banca, anche con soli 50$ al mese che versate, considererà positivo il fatto che stiate risparmiando.

Per approfondimenti è possibile trovare dettagli su un TFSA su tutti i siti delle banche Canadesi oppure qui, o sul sito del Dipartimento delle Finanze del Canada.

mercoledì 22 luglio 2009

Membership o matrimonio?

Come anticipato in uno dei miei commenti e come richiesto dal futuro Quebe-CHE(?)-SE' Francesco, il quale ha ripetutamente confermato l'intenzione di pubblicare un caso Quebec una volta ottenuto il visto di immigrazione; voglio parlare delle palestre qui a Toronto, sperando di essere di "intrattenimento" anche a chi ha la tendenza al sedentarismo (ogni riferimento al mio amico mush è puramente casuale). Qui in Ontario la fanno da grandi padroni 2 grossi nomi: Extreme Fitness (ex-Bally) e GoodLife Fitness. Sono 2 catene di palestre presenti in tutto il Canada. Ogni membro può (sotto opportuna sottoscrizione) frequentare ognuna delle tantissime palestre presenti nelle varie zone qui a Toronto o addirittura nel resto del paese. Le locations di queste palestre solitamente sono in zone molto centrali e presso quasi tutte le fermate metropolitane e centri commerciali. Io le ho visitate entrambe, sfruttando dei weekly-pass che sono soliti fornire ai probabili futuri membri. L'interno di queste palestre, almeno nella Toronto downtown, è proprio come si immaginano le palestre Nord-Americane. A 4 piani tutte vetrate, con decine di tread-mill, ellipticals, cyclette, stepper e via dicendo, ognuno posizionato di fronte una TV o integrata direttamente sulla macchina. Gli spogliatoi sono fornitissimi e fanno invidia ad un centro estetico, vengono forniti: shampoo, bagnoschiuma, creme corpo, asciugacapelli ed asciugamani calde appena uscite dall'asciugatrice. Tutto però, ha un costo. Ciò che salta subito all'occhio quando si va a chiedere informazioni su un possibile abbonamento, indipendentemente dalla palestra, è la totale assenza di una politica di rinuncia (eccetto per la GoodLife Fitness che se ne è personalizzata una...). Questo vuol dire che la sottoscrizione è annuale e se, durante i 12 mesi previsti, si cambia idea, ci si ritiene insoddisfatti degli istruttori o di quant'altro, ci si spezza una gamba o, semplicemente, ci si fa vincere dal sedentarismo, beh si dovrà comunque continuare a pagare. Nel caso di infortunio si può temporaneamente congelare la sottoscrizione ma NON i pagamenti, che continueranno mensilmente come previsto, tramite accredito direttamente sul proprio conto in banca, insomma peggio di una finanziaria! Un'interessante caratteristica di queste catene è che è possibile trovarne di esclusive per sole donne. La GoodLife Fitness, ad oggi, è l'unica palestra che ho trovato che consente ai membri di recedere la sottoscrizione pagando 99$ di penale. Una cosa che mi ha lasciato letteralmente senza parole, un pò come quando mi chiedono se conosco la nutella, è stato il fatto che, aldilà delle super strutture, c'è davvero carenza di istruttori qualificati. E non parlo dei personal-trainer che si fanno pagare a peso d'oro per seguirti e consigliarti con la dieta. Ma piuttosto istruttori in classe che ti stimolano a lavorare senza l'ausilio di una macchina. Abituata ai miei corsi di aerobica, corpo libero, step, dopo mesi di ricerca ho scoperto che è praticamente impossibile trovare una palestra dove esistano tutte, o anche solo in parte, queste attività. Le uniche classi che vanno alla grande sono: yoga, pilates e pilates & yoga. In pratica lezioni che hanno come obiettivo aumentare elasticità e coordinazione più che tonificare e far perdere peso. Per me, che ho l'ultimo ricordo della mia taglia 42 sul panino Positano preso all'Autogrill di Fiumicino prima di venir qui, queste lezioni proprio non vanno. Il fatto strano è che qui, come credo anche in US, il martellamento delle diete, degli attrezzi strani venduti alle televendite che con 7 minuti al giorno ti fanno avere il fisico di Matthew Mc Connery, dei cibi a basso contenuto di grassi e senza sapore, è continuo! Eppure il numero di persone in sovrappeso è elevato, e I swear queste palestre sono sempre pienissime sin dalle 6 del mattino!
Se un giorno deciderete di iscrivervi in una qualsiasi gym qui in Canada, che sia un grande nome o a gestione familiare, ricordate sempre di contrattare il prezzo offertovi in principio. Nella maggioranza dei casi, offrono mesi iniziali gratuiti e enrollment for free. I ragazzi che lavorano in questi centri, solitamenti sono gentili, ma non vi molleranno finchè non vi abbonate! Se provate a trovare scuse per l'assenza di cancellation policy vi suggeriranno che non ci si sposa pensando di doversi lasciare un giorno. Per fortuna hanno inventato il divorzio...

domenica 28 giugno 2009

TTC - Ride the Rocket


TTC è acronimo di Toronto Transit Commission. E' la società che gestisce il trasporto pubblico nella città di Toronto e comprende bus, metro e tram. Comune a tante città del mondo, per poter accedere ai servizi della TTC ci sono diverse tipologie di pagamento: singolo, giornaliero, settimanale e mensile. Una corsa singola costa oggi: 2,75$ e permette di andare una volta in metro ed una o più volte su bus/street car. In questo caso non c'è un vero e proprio biglietto, ma si acquista un token, una monetina piccolissima come il nostro centesimo all'incirca, qui un'immagine. E' possibile inserire il token all'ingresso ai tornelli o in un contenitore posto di fronte l'addetto della TTC, è riconoscibile da un adesivo fares e il prezzo 2,75$. Oppure se si viaggia in superficie si entrerà nel bus/street car dalla porta anteriore e si lascerà il token nell'apposito contenitore posto vicino l'autista e della stessa forma di quelli presenti nelle metropolitane. Se si usa la metro e si prevede di prendere un bus/tram per completare il viaggio bisogna ricordarsi di ritirare il transfer alla stazione di arrivo e prima di uscire dai tornelli della metropolitana. Il transfer è un biglietto cartaceo in cui si ha evidenza da quale subway station si sta venendo e l'orario. Se invece si effettua il viaggio al contrario, cioè bus e poi metro, dopo essere saliti sull'autobus dalla porta anteriore ed aver depositato il token nell'apposito contenitore, si chiederà all'autista il transfer cartaceo per poter poi poterlo esibire al tornello in ingresso alla metropolitana. Se vi scordate il transfer prima di uscire dalla metro, beh dovrete pagare un altro token per prendere un mezzo un superficie e viceversa per la subway. Su tutti i mezzi TTC è comunque possibile pagare in contanti avendo la cifra esatta per bus e street car e pagando il costo del token allo sportello in ingresso alla metro. Ci sono altre modalità e costi per viaggiare coi mezzi della TTC, e cioè un pass giornaliero, che sembra un gratta e vinci, un weekly pass, pensato più per la gente che lavora che per i turisti, in quanto è valido sempre dalla domenica al sabato successivo e NON 7gg dall'acquisto, come si potrebbe pensare, quest'ultimo è acquistabile solo di giovedì e in limited edition! Poi c'è l'abbonamento mensile che, ad oggi, ha un costo di 109,00$; è opportuno ricordare che tutti i monthly pass sono deducibili dalle tasse per cui è importante conservare il pass anche dopo la sua scadenza e firmarlo sulla parte posteriore.
Un'altra informazione che voglio dare a riguardo è, credo, una singolarità non presente da noi in Italia. Visto il freddo dell'inverno, è frequente trovare molti capolinea dei bus nel sottosuolo, quasi a livello della metropolitana, uscendo così dalla metro non si dovrà salire completamente in superficie per prendere l'autobus in coincidenza. Solitamente sono grandi piattaforme dove convogliano diversi autobus, grazie a questo sistema non si esce dal perimetro della stazione per cui non è neppure necessario prendere un transfer o richiederlo all'autista in quanto all'interno delle stazione è sempre possibile cambiar mezzo senza dover passare da tornelli o controlli del personale. Su queste piattaforme l'attesa del bus viene fatta mettendosi in fila e rispettando l'ordine, una volta che si sale sul tram o l'autobus. Ogni mezzo della TTC ha una voce che annuncia la prossima fermata, per prenotare le fermate, oltre ai classici bottoni come da noi, sono presenti delle cordicelle gialle che percorrono le vetrate dei mezzi ad altezza media, devo dire che la prima volta che le vidi rimasi davvero incuriosita: un sistema dall'aspetto davvero arcaico per il Nord-America! Ma funziona e credo sia economico. E' buona abitudine qui salutare sempre l'autista, o semplicemente ringraziarlo con un thank you, se si scende dalla porta anteriore, non è raro che l'autista vi auguri buona giornata e vi saluti in risposta!