Oggi pubblico un post che va ben lontano dal trattare problematiche inerenti il processo di immigrazione in martedì 15 marzo 2011
Scarpe e neve
Oggi pubblico un post che va ben lontano dal trattare problematiche inerenti il processo di immigrazione in sabato 29 gennaio 2011
Da Palermo con un biglietto di sola andata

Alessandro compie in questi giorni un anno dal suo landing come immigrato, ecco le sue riflessioni a distanza di mesi dall'arrivo in Canada...
Consiglio di cliccare sui link mentre si legge
Un anno fa ho lasciato l’Italia (Sicilia Bedda).
Non sono partito per cercare lavoro; sono venuto a trovare giustizia e, quindi, liberta’. Conoscevo Toronto da turista e da lettore. Conosco l’Italia per averci vissuto e, soprattutto, lavorato per tanti anni. Certe cose si possono tollerare da soli, forse. Ma se si hanno figli non si puo’. E noi siamo venuti qua. E non mi dilunghero’ ulteriormente su cio’ che abbiamo lasciato, compreso il dolore di stare lontano da genitori, sorelle, parenti, amici (The Guess Who "No Time").
Quando ci fa un cambiamento cosi’, ci si “accolla” di avere per sempre il cuore a pezzi. Si sogna, si costruisce, ci si realizza e si e’ felici; c’e’ di fondo un rumore latente che solo la bellezza di questo posto (intesa onnicomprensivamente) puo’ soffocare (Appocundria).
E’ passato un anno, ma , come tutti i viaggi interdimensionali, mi sento qui da secoli.
Gia’ da prima di arrivare mi sono sentito voluto bene e coccolato dal Canada, allegro e propositivo (Hedley - Cha-Ching).
All’aeroporto c’e’ la scritta Welcome grande grande e io mi sono sentito veramente benvenuto. Sorridevano tutti, persino le valigie e la borsa piena di libri, depliants e pubblicazioni di cui mi hanno fatto omaggio.
I primi giorni li ho passati ad andare in giro per Toronto. Nella prima settimana avevo gia’ tutti i documenti tranne la carta sanitaria (arrivata l’89mo giorno); mi ero persino iscritto all’elenco dei residenti all’estero, cancellando immediatamente la mia residenza italiana.
Ho visitato i tanti Newcomer centre che, a spese del governo, forniscono assistenza ai nuovi venuti: corsi ed esami di lingua, informazioni sui doveri burocratici, job search workshop. Ero un teenager, senza patente, senza credit history, senza casa, senza lavoro; ma non mi sono mai sentito abbandonato. Anzi, mi sono sentito subito parte di questa nazione. Guardavo le olimpiadi di Vancouver e gioivo per le vittorie canadesi. Mi sono commosso ascoltando l’inno durante la cerimonia di chiusura di Vancouver 2010 (National Anthem of Canada after winning the gold medal during olympic game). Abitavo finalmente a Toronto, una delle 10 citta’ piu’ vivibili del pianeta.
Trovare lavoro e’ stato complicato per me, piu’ di quanto pensassi. Tante volte mi sono sentito dire overqualified: il curriculum (resume come si dice qua) deve essere adattato alla posizione per la quale ci si candida. Non basta vomitare su carta tutti i titoli acquisiti negli anni. Si devono sintetizzare in 2 pagine titoli utili, competenze legate al lavoro; ed aggiungere una cover letter. Il linguaggio è diverso, così come gli aggettivi da usare. Comunque l'impatto è lenito dai Centri per gli immigrati: il governo ti fornisce tanti strumenti ed informazioni, persino troppi. Gli immigrati, gli anziani ed I bambini sono le categorie considerate più deboli In Canada. Alcuni di quegli strumenti sono utili: le lezioni di inglese gratuite, il riconoscimento dei titoli di studio, I progetti di transizione che consentono di fare praticantato pagato in Ufffici o compagnie ospitanti (Career Bridge). Altri troppo enfatici, come I job search workshop, che ti insegnano come mettere le mani e come parlare durante I colloqui di lavoro.Altri completamente inutili, come la preparazione del portfolio, chhe non mi è mai stato chiesto nei colloqui, ma che, ripensandoci, mi ha fatto ricordare chi sono e cosa ho fatto quando ero maggiorenne e lavoratore.
Nel frattempo ho cercato e trovato la casa, accolto con gioia il container con le nostre cose italiane, comprato il letto ai pupi.
Poi mi hanno raggiunto Claudia e I bambini (Tim Hortons Coffee Commercial - Welcome Home.).
Lorenzo si è inserito subito, andando a scuola dopo 2 settimane dal suo arrivo; ha imparato subito a parlare inglese. Nei mesi da disoccupato ho capito meglio dove fossi, sono stato tanto tempo con I bambini, dato che Claudia ha cominciato a lavorare quasi subito. E' stato bello girare con I pupi in bici, frequentare I parchi e le biblioteche (unico papà tra tante mamme).
Questo e' il posto dove dovevo nascere e crescere con i valori che mi hanno insegnato a scuola e a casa.
martedì 23 novembre 2010
Give me five reasons...

Come già anticipato oggi creo un post interattivo per dare la possibilità a tutti i lettori di elencare 5 cose che abbiam perso o che ci mancano qui in Canada e 5 invece che abbiamo conquistato. Tutti i motivi del mondo, come è naturale che sia, non potranno mai essere davanti all'affetto dei propri familiari per cui escluderò a priori questi punti solo per non banalizzarli in un'arida lista.
bidet, mare (a volte con la medesima funzione), prezzi con le tasse incluse, medico di famiglia e pediatra, tfr, criminalita`organizzata di alto livello.
6 cose (una é falsa) che sognavo di avere e che ho in Canada:
scuola elementare di cui andare orgoglioso, lavoro in crescita,
polizia per strada (mi piace il manganello nel senso di autorita`...), accessibilita`ai servizi, rapporti interpersonali rispettosi, informazione (faziosa, populista e filogovernativa), criminalita`organizzata di basso livello.
Cosa sognavo ed ho trovato : in primis avere il tempo di giocare con i miei figli , le passeggiate , persone "vere" , percezione della sicurezza , neve...neve...neve e neve
Le 5 cose che NON mi mancherebbero dell'Italia:
1) le buche per strada appena piove
2) quelli che ti suonano al semaforo
3) quelli che fanno fare i bisogni al cane per strada senza pulire
4) Berlusconi e i suoi sgherri
5) l'arroganza degli stupidi e il qualunquismo degli Italiani.
Le 5 cose che troverei in Canada:
La lista di cui sopra Negata.
In bocca al lupo.
- l'architettura precedente a cento anni fa
- i dibattiti filosofici
- l'offerta culturale
- il cibo e il bere come piaceri raffinati
- l'uso appropriato della lingua italiana
Ho guadagnato:
- una vita priva di stress
- una retribuzione soddisfacente
- una visione cosmopolita
- una società responsabile ed efficiente
- un contatto con la natura mai provato prima
saluti dalla Vancouver più gelida degli ultimi tre anni..
1. la mia famiglia
2. la piadina romagnola
3. uscire con gli amici fino alle 5 del mattino e ballare sulla spiaggia tutta l`estate
4. il mare,vedere l`alba dalla finestra della camera da letto, prendere il sole per 6 mesi continui
5. girare in motorino 365 giorni
5 cose che ho conquistato
1. L`amore
2. tanti nuovi amici
3. l`inglese
4. nuove opportunita` lavorative
5. dormire senza la paura che ti entri qualcuno a rubare
Le cose perse:
1) un lavoro sicuro, ben pagato, con tanti benefit anche se svilente
2) le medicine gratuite per curare la mia patologia cronica
3) i film di Toto' la domenica pomeriggio e, in generlae, tutti i dvd italiani che ho raccolto negli anni; ma se trovo un lettore universale, questo punto non vale perche' ho tutti i film di Toto' qui con me. Quindi
3bis) Il caciocavallo mangiato ancora caldo(in quanto appena fatto) nei caseifici delle Madonie; questo mi riporta al pane consato ed ai salumi degli Agriturismo Siculi
4) Le gite fuoriporta non impegnative di cui parlava Fransua', da fare soprattutto nei mesi invernali, perche' l'estate (per volere insindacabile di Claudia) e' dedicato al mare 7 giorni su 7, compresi i pomeriggi dei giorni lavoartivi.
5) Lasciare i bimbi ai nonni per uscire da soli con la moto; qui abbiamo parenti e amici ma non riteniamo di doverli usare come parcheggio, se non per emergenze
Cosa ho conquistato:
1) Una vita serena, che mi consente di insegnare i miei valori ai miei figli senza temere di crescere due futuri sconfitti disadattati
2) Arrivare al lavoro ancora sorridente, senza aver litigato con le decine di arroganti che inevitabilmente incrociavo lungo la strada
3) Vedere nei servizi di cui usufruisco le tasse che paghiamo
4) Scoprire la bellezza multietnica dei miei concittadini, riconoscere le differenze antropologiche, scoprire nuove abitudini e costumi; In una parola girare il mondo ogni giorno
5) Un libro di circa 450 dove sono descritte le circa 450 attrazioni di Toronto GTA e SUd Ontario (Toronto Fun Places, Nathalie Prezeau, Word of Mouth Production.
Sono sicuro che leggendovi mi verranno altri punti migliori di questi.
1) Il traffico in citta' con tutti gli automobilisti pazienti ed educati.
2) Le poste e le banche, sai quando entri in fila e non sai mai quando e se esci.
3) Le ferrovie dello stato...
Be faccio sul serio adesso
4)Il profumo dei funghi in Sila
5)Il mare
Cosa ho trovato in Canada
1)Rispetto per il lavoratore, vieni sempre pagato
2)Il rispetto per tutti cani compresi
3)Una miglior conoscenza di altre culture e tradizioni
4)Piu soldi in tasca mia piuttosto che delle banche
5)Conquista della mia indipendenza personale.
Queste sono solo poche cose come ho detto ma la lista puo' allungarsi molto.
Amo il mipo paese ed amo Toronto. Vivrei bene anche a Cosenza se proprio dovessi farlo. Ciao
Adolfo
* Le montagne senza fare 4000 km
* La vera pizza
Cosa ho trovato:
* Mia figlia che può giocare per strada senza avere Rambo che la controlla.
* Mia moglie che può uscire sola di notte "quasi" tranquillamente.
* Che il motto "apparire è meglio che essere" non è ancora dominante (ma ci stiamo lavorando...)
1) Il mare e i colori Puglia.
2) Le passeggiate in montagna (senza fare migliaia di km).
3) Le mie amate citta': Genova Roma e Napoli (anche se sono sporche un tantino pericolose e nel terzo caso ora anche con tanta immondizia in giro).
4) La classica colazione al bar (cornetto+cappuccino).
5) L'affetto delle persone che mi vogliono bene in Italia.
Cosa ho trovato di buono:
1) Rispetto per ogni essere umano, a prescindere da aspetto, razza, religione, tendenze sessuali.
2) Attenzione verso la sostanza piuttosto che per la forma.
3) Guadagni proporzionali alla propria qualifica e alla quantita' di lavoro effettuata.
4) La possibilita' di costruire un futuro che non sia solo per se stessi come singoli, ma anche come famiglia
5) Nei ristoranti si mangia bene (a patto di non fare i soliti paragoni tra spaghetti, pizza, pummarola etc, etc.), le porzioni abbodanti, i camerieri educati e gentili, e non costa un salasso.
1. La cioccolata densa del bar italiano;
2. Le spiagge sabbiose anziché fangose;
3. La Nutella nel barattolo di vetro;
4. Il brusio delle cicale sotto gli ulivi, nei roventi pomeriggi d'estate;
5.La Tinsemmhal!
Conquiste:
1. Sfrecciare su di un lago ghiacciato con due lame sotto i piedi;
2. La poutine quebecchese;
3. Cip e Ciop in giardino;
4. I brownies, gnam gnam :)
5.Il diritto di calpestare le aiuole.
le 5 cose che ho trovato
1) i salmoni, belli grossi e capoccioni;
2) la colazione il sabato mattina al bar di sotto, con la barista giapponese che sa a memoria i miei gusti e mi fa trovare tutto pronto appena entro;
3) mia moglie che (ancora...) non si incazza per il punto 2).
4) tanta natura, neve d'inverno e sole d'estate;
5) vita tranquilla in una citta' dalle mille attivita';
le cose che mi mancano
1) le mozzarelle di bufala appena fatte
2) le vongole VERE del mediterraneo (ah no, aspetta....ogni giovedi' mattina arrivano a Woodbridge.....retro-front)
3) niente
4) niente
5) niente
Saluti Enzo
5 cose che mi mancano (vabbe' oltre a famiglia, amici, casa, cani e gatti):
-i formaggi freschi, tipo mozzarella (che si pela!), formaggini giglio, stracchino, crescenza... a prezzi convenienti!
-il gelato artigianale servito a forma di rosa
-scoppiare i mini-ciccioli che puoi comprare dal tabaccaio senza limite d'eta' o giorno dell'anno
-i 4 salti in padella
-fare studi universitari senza aprire un mutuo.
5 cose che mi aspettavo e che ho trovato (la lista qui dovrebbe andare avanti, ma cerchero' di mettere cose non gia' menzionate da altri):
- assenza di malizia, rabbia, invidia.
- non esistono le scorciatoie, tutti sono trattati allo stesso modo.
- gentilezza incondizionata anche per lo sconosciuto.
- poter fare qualsiasi lavoro vuoi, quello per cui hai studiato e quello che ti e' appena venuto in mente di fare.
- pattinare sul ghiaccio o fare slittino, perche' l'inverno freddo e basta fa schifo, mentre con la neve e' un divertimento.
sabato 13 novembre 2010
Bruna - un anno da landed immigrant
Oggi pubblico le parole di Bruna, parte integrante ormai di questo blog, in cui descrive il susseguirsi di emozioni provate in questo suo primo anno da immigrata. Ringraziandola per il suo contributo le auguro un prospero e sereno avvenire anche per gli anni futuri!My first year in Canada
Il 7 Novembre di un anno fa stavo volando sopra i cieli di Toronto, mentre aspettavo di atterrare al Pearson Airport. Da sopra vedevo queste distese immense di colore giallo, subito ho pensato agli enormi spazi e ai parchi del Canada di cui avevo sentito parlare negli anni prima di venire qui.
Da allora é passato esattamente un anno. Come ho sempre detto e sostenuto gli anni da emigrante passano velocemente. In questo anno sono successe tante cose belle e brutte. La vita da immigrato non é mai semplice, per me é stata difficile e facile allo stesso modo. In primis perché avevo già provato anni indietro come ci si sente ad iniziare tutto daccapo; una volta che ero riuscita ad integrarmi ho dovuto lasciare tutto ed iniziare ancora una volta.
I primi mesi sono stati pieni di rabbia e di dolore per ciò che avevo fatto, non ero più sicura della mia scelta e di questa esperienza. Tutto ciò che mi circondava non aveva senso. L'unica cosa che mi dava serenità era l'amore che il mio Elton mi trasmetteva.
Ricordo benissimo un giorno che piansi cosi tanto solo perché non mi sentivo pronta alla neve e al freddo. I miei pianti nascosti erano diventati un'abitudine.
Un giorno, dopo circa 3 mesi dal mio arrivo, mi alzai e dissi a me stessa: cosi non posso più andare avanti, devo assolutamente cambiare questa situazione. Scelsi di non pensare più al passato e di non avere più rimorsi per la mia decisione ma solo di guardare avanti e cogliere tutte le opportunità che mi si sarebbero presentate.
Cominciai a fare nuove amicizie, la classe d'inglese che frequentavo mi coinvolgeva molto, ho iniziato a lavorare e continuo tutt'oggi nello stesso posto, le mie prospettive per il futuro erano diverse quando arrivai. Nel frattempo ho conosciuto di più la cultura Canadese, le tradizioni della gente, i modi di fare e tutto ciò che mi circonda ogni giorno.
La scorsa estate sono tornata in Italia, soprattuto per darmi delle risposte. Dopo un mese e mezzo di vacanza ho capito che il Canada mi mancava. Allora mi sono detta: Bruna adesso sai dov'é il posto in cui vuoi vivere. Sappiamo che l'house é qui in Canada ma Home é sempre la stessa dove siamo nati e cresciuti, dove i nostri affetti vivono ancora. Certi giorni mi viene rabbia, perché in una vita che abbiamo dobbiamo vivere lontani dai nostri cari!?! Ma sono domande che rimangono senza risposte.
Da Settembre sto facendo uno stage in una grande azienda del comune di Toronto. Mi piace tantissimo e spero che tutto si concluda bene. Anche se lavoro 16 ore al giorno non mi pesa, faccio due lavori, ma oggi sono motivata e positiva su questa esperienza.
Ho voluto condividere con voi la storia del mio primo anno in Canada per dire che tutto é possibile nella vita, basta volerlo ed essere ottimisti.
Grazie al mio Amore ed agli amici che ho incontrato tutto é più facile adesso.
venerdì 29 ottobre 2010
Una licenza per gli alcolici in Ontario
Da un pò di settimane a questa parte ho deciso di fare un altro passo verso il lungo ed intricato processo di integrazione nella comunità Canadese, così ho deciso di trovarmi un secondo lavoro. Questo spinta anche dal fatto che molti dei miei weekend cominciavano ad essere monotonamente noiosi per me che ferma non so stare. Pur continuando a rimanere fedele alla mia passione per l'IT e al mio lavoro in TD mi sono chiesta cos'altro sarei stata capace di fare. Risposte: non ne son venute fuori molte...ma ho pensato che l'aver lavorato praticamente quasi tutti gli anni della mia vita nell'attività commerciale dei miei genitori mi avrebbe potuto dare il la per iniziare un nuovo percorso professionale parallelo. Così ho deciso di interessarmi al settore dell'hospitality proprio quando il mio nuovo indirizzo è nel mezzo dell'Entertainment District della Toronto downtown. A tal proposito sono stata consigliata dal mio amico Gino (con cui condividiamo la passione verso i Boston Cream di Tim Horton's) di dotarmi della licenza SmartServe. Voglio precisare che qui in Ontario la distribuzione degli alcolici è regolata a livello provinciale. Solo negozi con marchio LCBO (Liquor Control Board of Ontario) o licenziati da LCBO possono vendere o commercializzare alcolici. Come anche in Italia, in Ontario serve una licenza per poter servire alcolici e permessi speciali anche per occasioni quali: matrimoni, cerimonie e così via...con varie differenze ovvio. Oggi in Ontario per poter lavorare in qualsiasi locale in cui vengono serviti alcolici è obbligatorio possedere questa licenza, si includono: barman, camerieri, proprietario del locale, manager, buttafuori, security etc etc. sabato 21 agosto 2010
lunedì 9 agosto 2010
Nuove istruzioni per gli skilled workers 2010
La lista delle occupazioni richieste dal mercato del lavoro Canadese, ai fini dell'eleggibilità all'immigrazione, è cambiata per le domande effettuate dopo il 26 Giugno 2010. C'è da dire che la lista è passata dai 38 richiesti per il 2008/2009 a soli 29, per lo più, a mio giudizio, nel settore medico.0811 Primary Production Managers (Except Agriculture)
1122 Professional Occupations in Business Services to Management
1233 Insurance Adjusters and Claims Examiners
2121 Biologists and Related Scientists
2151 Architects
3111 Specialist Physicians
3112 General Practitioners and Family Physicians
3113 Dentists
3131 Pharmacists
3142 Physiotherapists
3152 Registered Nurses
3215 Medical Radiation Technologists
3222 Dental Hygienists & Dental Therapists
3233 Licensed Practical Nurses
4151 Psychologists
4152 Social Workers
6241 Chefs
6242 Cooks
7215 Contractors and Supervisors, Carpentry Trades
7216 Contractors and Supervisors, Mechanic Trades
7241 Electricians (Except Industrial & Power System)
7242 Industrial Electricians
7251 Plumbers
7265 Welders & Related Machine Operators
7312 Heavy-Duty Equipment Mechanics
7371 Crane Operators
7372 Drillers & Blasters - Surface Mining, Quarrying & Construction
8222 Supervisors, Oil and Gas Drilling and Service
giovedì 24 giugno 2010
Affittare una casa - parte II

domenica 21 marzo 2010
Uno psicologo a Toronto
Oggi pubblico delle informazioni riguardanti uno dei miei lettori. Non sono dettagli burocratici per una vita in Canada ma in egual modo interessanti ed utili:domenica 24 gennaio 2010
La mia G-full
Finalmente oggi ho fatto il secondo Road Test per la Patente G dell'Ontario. Dopo mesi di scioperi della MTO sono riuscita a prenotare una data e a sostenere l'esame. Ho trovato un centro DriveTest che effettua esami anche durante il sabato, molto conveniente per chi lavora. C'è comunque da dire che le prime date utili solitamente si hanno a distanza di 2/3 mesi, vista l'alta richiesta per questo giorno ed anche il fatto che sia l'unico centro in Toronto e nella GTA a lavorare di sabato. E' la sede dell'MTO di Port Union a Scarborough, la prenotazione ed il pagamento della relativa tassa possono essere fatti online dal sito della Motorizzazione dell'Ontario che, come già detto in altri post, è uno dei più efficienti siti che abbia mai visto, utile anche per cambiare indirizzo sulla patente, sull'OHIP o per richiedere informazioni su una macchina usata che si vuole acquistare. In totale l'esame dura circa 45 minuti, ma ammetto che il tempo vola e sembra relativamente breve. Si deve arrivare al centro esami almeno 30 minuti prima, questo per avere tempo di fare la fila e dare numero di targa e spot in cui si è parcheggiata l'auto che si userà durante la prova. L'esaminatore arriverà direttamente allo spot prenotato e come prima cosa richiederà il controllo delle luci quali freni e frecce laterali e la prova del clackson. La prova per la G-full solitamente include una breve parte nel centro abitato ed il resto in autostrada. Vi verrà richiesto di cambiare corsia continuamente e verrà valutata costantemente quanta attenzione date agli specchietti retrovisori. Una cosa fondamentale per questa prova, da ricordare sempre al fine del superamento dell'esame, è la velocità con cui si entra in autostrada dalla corsia di accelerazione. In pratica dev'essere paragonabile alla velocità del traffico sull'highway stessa e cioè tra gli 80Km/h e i 90Km/h (clima permettendo). In media, per chi già guida da tempo, non dovrebbero esserci grossi problemi per questo esame, ma qui devo ammettere che sono molti orgogliosi delle statistiche che dicono che le strade dell'Ontario siano le più sicure del Nord-America, per cui non gli piace sentirsi dire che si è già automobilisti con esperienza ma si è in Canada da soli 3 mesi. Un'altra cosa che ho scoperto da me durante l'esame è l'Emergency Stop! Nessuno mi aveva accennato di questa prova richiesta durante il test, ma ne avevo letto qualcosa da me su un sito per la patente in USA, senza dargli troppo peso devo ammettere. Nonstante tutto le mie letture mi hanno aiutato! L'Emergency Stop è una generica situazione d'emergenza quale ad esempio: un bimbo che attraversa d'un tratto la strada o una gomma che si buca mentre si sta percorrendo su un'highway. Simulando, come possibile, queste situazioni l'istruttore vuole capire come si tende a reagire in queste circostanze. Il mio ragionamento è stato tanto semplice quanto efficace. Solitamente non si deve pensare a mettere luci di emergenza o guardare negli specchietti, l'unica cosa che si fa quando succede una cosa del genere, esempio il bimbo che attraversa la strada d'un colpo (nel mio caso), è frenare piu' o meno bruscamente mantenendo gli occhi sull'obiettivo. Una volta che la macchina si è arrestata bisogna controllarsi intorno e negli specchietti e dunque inserire freno a mano, mettere il cambio su P e inserire le luci di emergenza. Per il resto della prova sono situazioni più o meno standard come inversione ad U (3-point turn) o parallel parking, prove già viste durante il test per la G2. Le mie conclusioni su questo esame sono davvero positive, non è nulla di impossibile come spesso mi era stato dipinto, l'unica regola da ricordarsi è: "take your time", l'esaminatore non può penalizzare nessuno per il tempo impiegato nell'eseguire una manovra o effettuare un cambio di corsia. Un'altra delle mie più chiare conclusioni è che il cambio automatico davvero non fa per me...
mercoledì 11 novembre 2009
I hate recruiters!

mercoledì 28 ottobre 2009
Un anno da PR

domenica 20 settembre 2009
Canadian Experience Class
Per chi ha un permesso di lavoro temporaneo o per chi è studente ed ha conseguito una laurea Canadese, passare dallo stato di temporaneo a quello di residente permanente è relativamente semplice. Un applicante con queste condizioni ha, per il Governo Canadese, le conoscenze della società, della lingua e del mercato del lavoro del paese che lo ospita. Può quindi fare domanda di immigrazione nella categoria Experienced Class. I candidati devono avere almeno 2 anni di esperienza lavorativa in Canada o una laurea Canadese ed almeno un anno di esperienza maturata in Canada. Le categorie di lavoratori accettati per questa domanda devono avere un NOC appartenenti alle categorie: A, B o 0. Che tutto sommato copre la maggior parte dei lavori previsti per immigrare qui in Canada. Per chi fa domanda come lavoratore temporaneo, l'applicazione verrà processata basandosi principalmente sulle proprie esperienze lavorative e sulla conoscenza della lingua, mentre per chi è studente verrà valutato il proprio curriculum accademico.Step 2. Compilazione Domanda
Step 3. Pagamento Tasse previste
Step 4. Invio Applicazione
1. Certificato Principale della Domanda [IMM 0008] a questo link il pdf.
La fee prevista è riportata nella seguente tabella:

mercoledì 9 settembre 2009
Oakwood e la sua esperienza...

Cara Simona,
leggendo la tua email mi pare di capire che, in effetti, abbiamo diverse cose in comune, pur avendo seguito strade un pò diverse.
Ho fatto anch’io la procedura da Skilled Worker, ma sono arrivato "addirittura" con un work permit sponsorizzato dalla compagnia che mi assunse all’epoca. Il mio primo lavoro, subito dopo la laurea (anzi, ricevetti l'offerta ancora prima), nel mio settore per giunta. Insomma una bella botta di sedere. Ritengo la mia esperienza in Canada abbastanza profonda, perché ho avuto modo di vivere in provincia prima, in una realtà Canadian al 99%, e di spostarmi a Toronto poi, avendo una visione relativamente esaustiva di quella che è la società canadese. Per farla breve: dalla vita piatta (secondo me) di una cittadina del sud Ontario, a quella eccitante (sempre secondo me) di Downtown Toronto, mantenendo nel frattempo sempre lo stesso lavoro in azienda. Il lavoro per me è stata la grande attrattiva per spostarmi in Canada, e almeno inizialmente ero molto soddisfatto della parte professionale. Meno soddisfacente era la vita sociale di provincia, basata sullo stare a casa, spalare la neve, amicizie alquanto limitate, disquisizioni con i colleghi su meteo/hockey/basements/loans e tristezza diffusa. Questa fu per lo meno l'opinione che mi feci sulla prima parte della mia esperienza canadese.
La seconda parte, questa volta a Toronto centro, fu invece molto diversa e decisamente positiva. Il lavoro non era più l'unica cosa della mia vita, mi feci subito un sacco di amici di ogni nazionalità, uscivo tutte le sere, mi impegnavo in attività culturali, eccetera. Incontrai una donna stupenda, che è ancora la mia compagna. Decisi addirittura di comprare un condo.
Tutto questo era fantastico, ma con il tempo cominciai a riflettere. Lo scorso anno fu per me decisivo e giunsi a conclusioni importanti.
Innanzitutto ebbi modo di ragionare sul mio "status" in Canada. Nonostante io avessi tutto quello che un immigrato possa chiedere a un paese ospitante, non mi sentivo minimamente parte della società canadese. Avevo creato il mio piccolo mondo a Toronto, vero, ma tutto secondo il mio stile di vita, che era poi anni luce lontano da quello dei 'canadesi' - spero tu non mi fraintenda con questo termine. I miei obiettivi erano di crescere professionalmente e caratterialmente, di conoscere persone e posti nuovi, di creare e mantenere forti rapporti sociali, di viaggiare, di leggere, ma anche di divertirmi, di rischiare, di vivere un po' alla giornata. I miei amici - persone a cui mi sono affezionato tantissimo - erano tutto fuorché canadesi: Europei, Asiatici, medio - orientali, e ovviamente diversi italiani "nuovi arrivati". Il mio stile di vita era italianissimo: dal mangiare, al modo di vestire, al mio carattere, alle mie abitudini. A me francamente dell'hockey non è mai importato granché, come neanche del basket e del baseball. Ho sempre amato parlare di attualità, politica, storia, geografia, scienza, cucina, piuttosto che di linee di credito, di macchine nuove, di maltempo e di ridipingere la facciata di casa.
Come vedi cara Simona, mi sentivo un pò in un mondo tutto mio. Un pò come se fossi un eterno espatriato. Il Canada è un paese bellissimo per questo genere di cose, puoi mantenere le tue identità ed essere rispettato o anche ammirato in certi casi. Però come capisci, mi sembrava una contraddizione restare in questa situazione per tutta la vita, in questa specie di limbo caratterizzato dal non condividere molto di questa societa'. Problema mio ovviamente.
Accanto a questa riflessione forse un pò complessa e del tutto personale subentrarono poi altri problemi di natura più pratica. Mi rendevo via via conto che il Canada sotto certi punti di vista è davvero poco sviluppato: la sanità è secondo me alquanto arretrata, molte infrastrutture - dalle TTC ai trasporti (magari non quelli di Toronto ma per es. a livello provinciale o inter-provinciale) non sono ai livelli di paesi occidentali, idem per quanto riguarda previdenza e altri aspetti sociali. Inoltre, per la prima volta capii cosa significa convivere 12 mesi di fila con il maltempo e quali effetti questo abbia sull'essere umano: l'inverno 2008 (inizio) fu uno dei più freddi e nevosi degli ultimi anni (ricordo ancora che il bilancio del comune di TO andò in rosso per via delle spese di rimozione neve), l'estate fu terribile (pioggia e temporali di continuo), e poi inverno di nuovo. Infine, il grosso problema: il lavoro. La mia ex-posizione, per quanto interessante e fondamentale per la mia carriera attuale, aveva raggiunto una saturazione. Lo stipendio era decente, ma non mi avrebbe mai fatto fare i salti di gioia, nè mantenere una famiglia a livelli accettabili, perché volevo vivere a Toronto e non nella campagna sperduta canadese. Facevo il pendolare con la macchina, situazione non ideale dal punto di vista pratico, economico ed ecologico. Durante l'intero 2008 cominciai quindi a guardarmi intorno, sia internamente alla mia ex compagnia sia esternamente. Mi resi conto - con mia somma sorpresa - che in realtà le opportunità in Canada erano molto limitate, almeno per noi ingegneri. Nonostante i miei anni di esperienza, un Master Degree, referenze Canadesi, esperienza Canadese, un profilo professionale/inter-personale che ritengo di tutto rispetto, e centinaia di CVs inviati arrivai alla conclusione che... non c'era posto migliore di dove stavo già. Che però come ti dicevo, non era un lavoro di lusso e dove tra l'altro scoprii che la mobilità interna non era delle più entusiasmanti. Ti capisco quando mi parli della tua frustrazione su lavoro, mi sentivo anch’io così. Credo anzi sia normale, quando qualcuno che ha studiato, si è sacrificato ed è professionalmente e umanamente valido - insomma qualcuno come noi - ha lasciato il proprio paese per andare così lontano.. per poi scoprire una realtà non in linea con le proprie aspettative. Aggiungo inoltre che in Canada l’aspetto lavorativo è molto importante, nel bene e nel male: senza un lavoro decente non sei nessuno e anzi non fai affatto una bella vita. Avere poche possibilità nel posto dove si è immigrati, nonostante educazione e qualifiche, è una cosa dura a mandar giù. Ne ho viste e sentite di cotte e di crude su questo tema, dalla faccenda della "Canadian Experience", ai titoli degli immigrati non riconosciuti, dagli Ingegneri pagati poco (discorso intrapreso molte volte con colleghi canadesi), alla scusa della crisi economica. Non so quale di questi elementi prevalga, secondo me il discorso è più semplice: in Canada molti settori sono ahimè già saturi, specie quelli che richiedono una certa professionalità. Per questo non è facilissimo trovare/cambiare lavoro nel proprio settore, tutto qua. Certo, ci sono ambiti sicuramente più dinamici, come quello finanziario o del marketing, ma in generale la mia opinione non cambia. Una cosa che ho notato - e sicuramente l'avrai fatto anche tu da buona osservatrice che sei - è che in Canada puoi fare un pò di soldi se sei un piccolo imprenditore di te stesso. Con il secondo lavoro, l'aziendina a casa, oppure mettendoti a fare il libero professionista. Cose che fanno un po' tutti in Canada, lo vedi o lo vedrai. Cose che però mi hanno sempre tenuto lontano, non voglio vivere per lavorare come fa il 99% delle persone lì. Se poi posso darti un consiglio, non sperare troppo di fare grandi amicizie a lavoro, specie se i tuoi colleghi sono tutti cinesi. Per carità, io con molti di loro andavo d'accordo, specie con gli Hongkongesi, ma può richiedere molto tempo e pazienza e in ogni caso risulta difficile se fanno comunella. Anche io a lavoro non legai mai più di tanto, e stavo in una compagnia di 1000 persone.
Arrivando alla fine di questa storia... a luglio dello scorso anno, mentre ero deluso per la stasi lavorativa e mentre iniziavano i primi accenni di crisi anche in Canada, misi il mio CV su monster, per la prima volta nella mia vita. Beh da quel momento iniziai a ricevere decine di offerte da compagnie Europee (UK e Germania soprattutto), qualcuna addirittura dagli EAU. Alla fine del mese avevo in mano una offerta da parte di una grande compagnia Europea, tra l'altro cliente della compagnia canadese dove lavoravo. Capii che la mia esperienza canadese si stava per concludere ed era tempo di aprire nuove porte.
Decisi di lasciare il Canada per tornare in Europa. Sicuramente la parte emotiva ha giocato un ruolo importante, a me l'Europa mancava - e con essa anche l'Italia, anche se non sono tornato in patria. Ma si è trattato di una questione soprattutto razionale, legata alle opportunità, alla qualità della vita, ai benefits e nel mio caso anche dei salari che l'Europa di oggi può offrire. Insomma, tutto relativamente semplice e lineare. Certo, alcune cose del Canada mi mancano: gli amici (che però, in quanto tali, resteranno), lo stile di vita "urbano" di Toronto, la bella casa. Tutte cose importanti, per carità, ma legate per lo più al lato nostalgico che c'è in me e che come capisci ho dovuto sacrificare per ottenere altro, anche in prospettiva di una famiglia che un giorno vorrò formare qui in Europa e non in Canada. A tutt’oggi, sono sempre più convinto della bontà di questa mia scelta. Sono felice, il posto in cui mi trovo mi piace davvero, e' proprio così come sembra. Penso che difficilmente mi sposterò di nuovo, a meno di eventi imprevisti.