giovedì 24 maggio 2012

Bellissima Toronto


Un video che pubblicizza il prossimo Festival Luminato che si terrà a Toronto dall'8 al 17 Giugno 2012

giovedì 26 aprile 2012

Grandparent Super Visa

Il concetto di sponsorship é per molti - inclusa me - un altro dei processi per l'immigrazione in Canada che appare poco chiaro e troppo ricco di varianti. È normale che chiunque faccia questo tipo di applicazione voglia ricongiungersi con i propri cari nel modo piú semplice ed indolore possibile.
Ma a quanto pare dal primo Dicembre 2011 Canadesi o Permanent Resident non possono piú sponsorizzare genitori e/o nonni. Questo processo di immigrazione é stato bloccato, allo scopo di ridurre le lunghe liste di applicanti, per la durata di 24 mesi a partire dal Dicembre 2011. Per compensare a questa decisione peró il Governo Canadese ha attuato un nuovo programma chiamato Grandparent Super Visa, che dá la possibilitá a genitori e nonni di visitare in Canada le proprie famiglie fino ad un massimo di 2 anni dalla data di rilascio del visto.
Anche in questo caso l'ufficio visti effettuerá una serie di controlli sui candidati per valutarne l'eleggibilitá (es.: ragione della visita, situazione finanziaria della famiglia, stabilitá politica del paese di origine e via dicendo). Oltre ai vari fattori per l'ammissibilitá a questo programma i candidati dovranno dimostrare che i propri figli/nipoti siano finanziariamente in grado di provvedere a loro, dare prova di aver stipulato un'assicurazione medica Canadese oltre che ad un completo esame medico. 
Questo tipo di Visto é decisamente molto simile a quello turistico, di durata superiore ma sprovvisto dei vantaggi di un residente.

domenica 14 agosto 2011

I passi per fare domanda d'Immigrazione


Oggi pubblico una sorta di vademecum per l'aspirante emigrante. Dalle emails che ricevo quotidianamente deduco che il percorso che va dall'eleggibilità alla domanda di immigrazione è ancora confuso e difficile da comprendere per tanti. Mi auguro che questo post chiarisca qualche dubbio e aiuti chi si accinge ad intraprendere la strada dell'application as skilled worker.

Step 0 – Identificare la propria qualifica attraverso il NOC
Se non l'avete già fatto, da lavoratore qualificato è necessario identificare il vostro codice NOC, un numero a 4 cifre che identifica univocamente la vostra professione all'interno del sistema lavorativo Canadese. A questo link la lista delle 520 occupazioni in Canada.

Step 1 - Who can apply - Chi puó fare domanda
Un passo fondamentale per poter fare domanda di immigrazione permanente come lavoratore qualificato, se NON siete in possesso di un'offerta di lavoro, è assicurarsi che il proprio NOC appartenga alla lista degli skills richiesti dal mercato del lavoro Canadese ed obbligatorio ai fini dell'eleggibilità all'immigrazione in Canada. In pratica il Governo Canadese richiede almeno un anno di lavoro continuativo, regolarmente retribuito, in almeno una delle professioni qui elencate (as of July 1, 2011):
  • 0631 Restaurant and Food Service Managers
  • 0811 Primary Production Managers (Except Agriculture)
  • 1122 Professional Occupations in Business Services to Management
  • 1233 Insurance Adjusters and Claims Examiners
  • 2121 Biologists and Related Scientists
  • 2151 Architects
  • 3111 Specialist Physicians
  • 3112 General Practitioners and Family Physicians
  • 3113 Dentists
  • 3131 Pharmacists
  • 3142 Physiotherapists
  • 3152 Registered Nurses
  • 3215 Medical Radiation Technologists
  • 3222 Dental Hygienists & Dental Therapists
  • 3233 Licensed Practical Nurses
  • 4151 Psychologists
  • 4152 Social Workers
  • 6241 Chefs
  • 6242 Cooks
  • 7215 Contractors and Supervisors, Carpentry Trades
  • 7216 Contractors and Supervisors, Mechanic Trades
  • 7241 Electricians (Except Industrial & Power System)
  • 7242 Industrial Electricians
  • 7251 Plumbers
  • 7265 Welders & Related Machine Operators
  • 7312 Heavy-Duty Equipment Mechanics
  • 7371 Crane Operators
  • 7372 Drillers & Blasters - Surface Mining, Quarrying & Construction
  • 8222 Supervisors, Oil and Gas Drilling and Service

Step 2Self-assessment Test
Una volta stabilito che la propria professione appartiene alla lista delle 29 qualifiche ricercate qui in Canada, si puó procedere al passo successivo che consiste nel valutare i propri skills in termini di punteggio. Ricordo che il processo di immigrazione in Canada si basa su un sistema di punteggi che vede un requisito minimo di 67 punti su 100, stabiliti su 6 fattori di selezione, vi rimando a questo post per i dettagli. Premetto che il test chiede anche il livello di conoscenza delle lingue: Francese ed Inglese, è ovvio che, da questo punto di vista, è solo indicativa la selezione, in quanto la vostra reale conoscenza sarà poi valutata attraverso gli esami di IELTS e TEF. Vi rimando a questo link sul sito del CIC per il test.

Step 3 – I documenti da compilare
Una volta stabilito che professione e punteggio rientrano nei criteri di eleggibilità all'immigrazione si puó passare alla compilazione di tutta la documentazione necessaria ed al successivo invio. A questo link troverete, a fondo pagina, una serie di link che vi apriranno documenti in formato PDF da compilare online e stampare.
Fees -
I costi per poter fare domanda sono riportati nella seguente tabella, variano in base al numero di persone incluse nella domanda:
Principal applicant
$550
A family member of the principal applicant who is 22 years of age or older, or is less than 22 years of age and is a spouse or common-law partner
$550
A family member of the principal applicant who is less than 22 years of age and is not a spouse or common-law partner
$150
Per una lista completa di tutti i costi da affrontare durante il processo di immigrazione si puó visitare da questo link il sito del CIC.

Step 4 – Invio della documentazione
Per l'invio di tutta la documentazione e per il pagamento delle varie tasse previste vi rimando a questo post.

Step 5 – l'attesa!
Questo è il passo piú duro e direi anche quello che piú sembra interminabile! Ma aiuta a prepararsi psicologicamente ad un importante cambiamento di vita, nel bene e nel male; ed anche ad organizzarsi in questo senso.

Oggi immigrare in Canada è molto piú complesso di quanto non lo fosse 5/10 anni fa. Solo 10,000 lavoratori qualificati riescono ad immigrare in Canada ogni anno, con un massimo di soli 500 per ogni categoria ricercata. Superare un processo di immigrazione così rigido e restrittivo è diventato oggi un enorme traguardo, a tutti quelli che intraprendono questa strada faccio un enorme in bocca al lupo e, come dico sempre, ogni sacrificio is worth it!

martedì 24 maggio 2011

Noleggiare una bici a Toronto

Qui a Toronto, il 3 Maggio 2011 é stata lanciata una interessante iniziativa, a cui dedico questo post: le bici della BIXI Toronto. Piú di 1000 bici in 80 stazioni sparse per tutta la cittá con 1500 docking points. In pratica é un efficiente sistema di noleggio bici tramite l’uso di una carta di credito. É il primo sistema di noleggio bici aperto qui a Toronto e il cui nome ricalca quello di Montreal BIXI. Stesso sistema presente a Londra (UK), a Melbourne (Australia) ed in 3 cittá degli USA. É possible trovare le bici in vari punti della cittá, prevalentemente nella Toronto downtown, all’aperto solitamente sui marciapiedi, almeno per ora non mi é mai capitato di vederne in altri posti; sono ottime bici con cambio shimano e facili da usare. Il noleggio é molto semplice, innanzitutto bisogna possedere una carta di credito, si paga una quota fissa giornaliera che puó essere bassa come 5$ per 24h oppure si puó scegliere l’opzione 12$ per 72h nel caso in cui si voglia usare la bici per piú volte nell’arco di 3 giorni. La tariffa é oraria, I primi 30 minuti sono inclusi nella quota fissa poi si hanno cifre come 1.5$ l’ora, prezzi abbastanza ragionevoli direi. C’é da notare che viene addebitato sulla carta un deposito di sicurezza di 250$ che verrá rimborsato una volta restituita la bici, secondo il sito il rimborso é previsto nel giro di 10 giorni ma per mia esperienza é stato pressoché immediato dopo la restituzione della bici. Ci sono 1500 docking points in cittá, la bici in pratica non deve essere obbligatoriamente riportata nel posto dove la si é noleggiati ma la si puó lasciare dove piú conviene, se tutti i docking points sono occupati si puó richiedere, gratuitamente, un’estensione di 15 minuti e restituire la bici in un altro punto della cittá, ma devo dire capita di rado. Avere una carta di credito qui è davvero fondamentale ma per chi arriva solo con un Woking Holiday Visa o non ha credit history ricordo che è sempre possible fare una secure-credit card oppure una carta di credito prepagata, anche la Poste-Pay puó andare bene! Per chi arriva in estate qui a Toronto suggerisco: noleggiate una bici su Front St., con 6.5$ si puó prendere il ferry boat che vi porta su Toronto Island con bici al seguito, la vista della cittá da lí è bellissima…ed anche l’isola, se poi avete il telo mare potete stendervi a prendere il sole sulla spiaggia a nord di Centre Island…sempre che non faccia troppo freddo!

martedì 15 marzo 2011

Scarpe e neve

Oggi pubblico un post che va ben lontano dal trattare problematiche inerenti il processo di immigrazione in Canada ma tratta di un argomento che, come ad ogni donna, mi sta molto a cuore: le scarpe! Come tutti sanno il clima qui a Toronto è freddo per un lungo periodo dell’anno, seppure l’estate 2010 sia stata cosí caldo-umida da fare invidia ad un’afosa giornata alle Maldive…ovvio a parte questo le Maldive ci invidiano ben poco. Ma senza uscire troppo fuori dall’argomento, come sono solita fare, vorrei chiarire quanto sia importante per chi vive qui in Canada l’avere un paio di stivali da neve resistenti all’acqua. In realtà gli stivali da neve che conosciamo noi sono un pò diversi da quelli usati qui a Toronto. Io sono cresciuta in una regione in cui le chances di vedere una tormenta di neve erano pressochè le stesse di quelle di trovare un controllore sull’autobus la domenica pomeriggio, di conseguenza ho sempre associato allo stivale da neve l’immagine del doposci, terribile a dirsi come ad indossarsi. Qui gli stivali da neve sono altrettanto orrendi ma hanno delle caratteristiche essenziali per la sopravvivenza agli inverni Canadesi: oltre che tassativamente resistenti all’acqua devono essere antiscivolo e possibilmente abbastanza caldi e comodi. Se ne vedono davvero tanti, uno piú brutto dell’altro ma tutti con lo stesso obiettivo: evitare di congelarsi i piedi! Io per prima ho avuto 2 giorni di dolori ad un piede per aver aspettato 30 minuti alla fermata dell’autobus (un pó fuori Toronto) senza i miei essenziali ed indispensabili stivali da neve! Un dubbio viene a chi non è abituato a questo tipo di clima: come vado in ufficio con delle scarpe così orrende? In Canada tutti cambiano le scarpe appena arrivati sul posto di lavoro. Nella grande maggioranza dei casi gli uffici sono predisposti con cassetti molto profondi tali da poter contenere un paio di stivali da neve ed altro. In molti lasciano a lavoro piú di un paio di scarpe cosí da poter indossare quello adeguato all’abbigliamento scelto per la giornata. Seppure inizialmente vedessi questa cosa un pò strana oggi la trovo intelligente e soprattutto necessaria. Quando nevica o c’è ghiaccio c’è sempre tanto sale sulle strade, il sale corrode inesorabilmente per cui immagino che sarebbe impossibile usare stivali di pelle senza vederli rovinare dopo poche settimane. Un altro dei lati positivi di questa cosa è che le scarpe hanno una vita davvero piú lunga, infatti anche in estate si esce in infradito o sandali per poi cambiarli in ufficio. In nessun modo, come è ovvio che sia, questo dovrebbe essere un buon motivo per comprare MENO scarpe però!

sabato 29 gennaio 2011

Da Palermo con un biglietto di sola andata


Alessandro compie in questi giorni un anno dal suo landing come immigrato, ecco le sue riflessioni a distanza di mesi dall'arrivo in Canada...

Consiglio di cliccare sui link mentre si legge

Un anno fa ho lasciato l’Italia (Sicilia Bedda
).
Non sono partito per cercare lavoro; sono venuto a trovare giustizia e, quindi, liberta’. Conoscevo Toronto da turista e da lettore. Conosco l’Italia per averci vissuto e, soprattutto, lavorato per tanti anni. Certe cose si possono tollerare da soli, forse. Ma se si hanno figli non si puo’. E noi siamo venuti qua. E non mi dilunghero’ ulteriormente su cio’ che abbiamo lasciato, compreso il dolore di stare lontano da genitori, sorelle, parenti, amici (The Guess Who "No Time"
).
Quando ci fa un cambiamento cosi’, ci si “accolla” di avere per sempre il cuore a pezzi. Si sogna, si costruisce, ci si realizza e si e’ felici; c’e’ di fondo un rumore latente che solo la bellezza di questo posto (intesa onnicomprensivamente) puo’ soffocare (Appocundria
).

E’ passato un anno, ma , come tutti i viaggi interdimensionali, mi sento qui da secoli.

Gia’ da prima di arrivare mi sono sentito voluto bene e coccolato dal Canada, allegro e propositivo (Hedley - Cha-Ching
).
All’aeroporto c’e’ la scritta Welcome grande grande e io mi sono sentito veramente benvenuto. Sorridevano tutti, persino le valigie e la borsa piena di libri, depliants e pubblicazioni di cui mi hanno fatto omaggio.
I primi giorni li ho passati ad andare in giro per Toronto. Nella prima settimana avevo gia’ tutti i documenti tranne la carta sanitaria (arrivata l’89mo giorno); mi ero persino iscritto all’elenco dei residenti all’estero, cancellando immediatamente la mia residenza italiana.
Ho visitato i tanti Newcomer centre che, a spese del governo, forniscono assistenza ai nuovi venuti: corsi ed esami di lingua, informazioni sui doveri burocratici, job search workshop. Ero un teenager, senza patente, senza credit history, senza casa, senza lavoro; ma non mi sono mai sentito abbandonato. Anzi, mi sono sentito subito parte di questa nazione. Guardavo le olimpiadi di Vancouver e gioivo per le vittorie canadesi. Mi sono commosso ascoltando l’inno durante la cerimonia di chiusura di Vancouver 2010 (National Anthem of Canada after winning the gold medal during olympic game
). Abitavo finalmente a Toronto, una delle 10 citta’ piu’ vivibili del pianeta.
Trovare lavoro e’ stato complicato per me, piu’ di quanto pensassi. Tante volte mi sono sentito dire overqualified: il curriculum (resume come si dice qua) deve essere adattato alla posizione per la quale ci si candida. Non basta vomitare su carta tutti i titoli acquisiti negli anni. Si devono sintetizzare in 2 pagine titoli utili, competenze legate al lavoro; ed aggiungere una cover letter. Il linguaggio è diverso, così come gli aggettivi da usare. Comunque l'impatto è lenito dai Centri per gli immigrati: il governo ti fornisce tanti strumenti ed informazioni, persino troppi. Gli immigrati, gli anziani ed I bambini sono le categorie considerate più deboli In Canada. Alcuni di quegli strumenti sono utili: le lezioni di inglese gratuite, il riconoscimento dei titoli di studio, I progetti di transizione che consentono di fare praticantato pagato in Ufffici o compagnie ospitanti (Career Bridge). Altri troppo enfatici, come I job search workshop, che ti insegnano come mettere le mani e come parlare durante I colloqui di lavoro.Altri completamente inutili, come la preparazione del portfolio, chhe non mi è mai stato chiesto nei colloqui, ma che, ripensandoci, mi ha fatto ricordare chi sono e cosa ho fatto quando ero maggiorenne e lavoratore.
Nel frattempo ho cercato e trovato la casa, accolto con gioia il container con le nostre cose italiane, comprato il letto ai pupi.
Poi mi hanno raggiunto Claudia e I bambini (Tim Hortons Coffee Commercial - Welcome Home.
).
Lorenzo si è inserito subito, andando a scuola dopo 2 settimane dal suo arrivo; ha imparato subito a parlare inglese. Nei mesi da disoccupato ho capito meglio dove fossi, sono stato tanto tempo con I bambini, dato che Claudia ha cominciato a lavorare quasi subito. E' stato bello girare con I pupi in bici, frequentare I parchi e le biblioteche (unico papà tra tante mamme).

Questo e' il posto dove dovevo nascere e crescere con i valori che mi hanno insegnato a scuola e a casa.

martedì 23 novembre 2010

Give me five reasons...


Come già anticipato oggi creo un post interattivo per dare la possibilità a tutti i lettori di elencare 5 cose che abbiam perso o che ci mancano qui in Canada e 5 invece che abbiamo conquistato. Tutti i motivi del mondo, come è naturale che sia, non potranno mai essere davanti all'affetto dei propri familiari per cui escluderò a priori questi punti solo per non banalizzarli in un'arida lista.

Ogni commento lasciato con i propri 5+5 verrà incluso nel post appena possibile.


Simona - in ordine casuale

Cosa mi manca?
1. Una macchina mia col cambio manuale.
2. Le scarpe Nero Giardini.
3. Il mare della Calabria e l'odore della salsedine.
4. I film di prima serata in TV.
5. Le merendine e i biscotti del Mulino Bianco.

Cosa ho conquistato?
1. Non aver paura della criminalità.
2. Rimborso sulle tasse.
3. Uno stipendio più alto.
4. Politica del Soddisfatti o Rimborsati.
5. L'Inglese.

Francesco
6 (una é falsa) cose che mi mancano:
bidet, mare (a volte con la medesima funzione), prezzi con le tasse incluse, medico di famiglia e pediatra, tfr, criminalita`organizzata di alto livello.
6 cose (una é falsa) che sognavo di avere e che ho in Canada:
scuola elementare di cui andare orgoglioso, lavoro in crescita,
polizia per strada (mi piace il manganello nel senso di autorita`...), accessibilita`ai servizi, rapporti interpersonali rispettosi, informazione (faziosa, populista e filogovernativa), criminalita`organizzata di basso livello.

Davide
Cosa mi manca nell'immediato : il vino a buon prezzo , convengo con il prezzo finito non sai mai cosa spendi...le tax le paghiamo noi , ti faccio lo sconto del 25% , paghi te tax ma non paghi la livraison ( dicasi consegna a domicilio per gli anglofoni ) il calcio vero , cenare nei ristoranti a prezzi accessibili ed uscirne soddisfatti , il negozietto sotto casa , il tabacchino , il bar , il giornalaio , qui è tutto grande , anche il piccolo . Ovviamente non cito il bidet , tanto banale quanto fondamentale .
Cosa sognavo ed ho trovato : in primis avere il tempo di giocare con i miei figli , le passeggiate , persone "vere" , percezione della sicurezza , neve...neve...neve e neve

Francesco (Ciccio mio conterroneo)
Premetto che non vivo in Canada ancora...ma conosco abbastanza bene i due mondi per cui posso fare la mia lista.
Le 5 cose che NON mi mancherebbero dell'Italia:
1) le buche per strada appena piove
2) quelli che ti suonano al semaforo
3) quelli che fanno fare i bisogni al cane per strada senza pulire
4) Berlusconi e i suoi sgherri
5) l'arroganza degli stupidi e il qualunquismo degli Italiani.

Le 5 cose che troverei in Canada:
La lista di cui sopra Negata.

In bocca al lupo.

Ho perso:
- l'architettura precedente a cento anni fa
- i dibattiti filosofici
- l'offerta culturale
- il cibo e il bere come piaceri raffinati
- l'uso appropriato della lingua italiana

Ho guadagnato:
- una vita priva di stress
- una retribuzione soddisfacente
- una visione cosmopolita
- una società responsabile ed efficiente
- un contatto con la natura mai provato prima

saluti dalla Vancouver più gelida degli ultimi tre anni..

Bruna
Questo post e` uno dei miei preferiti. Grazie Simona per l`idea.Allora 5 cose che mi mancano:
1. la mia famiglia
2. la piadina romagnola
3. uscire con gli amici fino alle 5 del mattino e ballare sulla spiaggia tutta l`estate
4. il mare,vedere l`alba dalla finestra della camera da letto, prendere il sole per 6 mesi continui
5. girare in motorino 365 giorni

5 cose che ho conquistato
1. L`amore
2. tanti nuovi amici
3. l`inglese
4. nuove opportunita` lavorative
5. dormire senza la paura che ti entri qualcuno a rubare


Alessandro

Ecco la mia lista:

Le cose perse:

1) un lavoro sicuro, ben pagato, con tanti benefit anche se svilente
2) le medicine gratuite per curare la mia patologia cronica
3) i film di Toto' la domenica pomeriggio e, in generlae, tutti i dvd italiani che ho raccolto negli anni; ma se trovo un lettore universale, questo punto non vale perche' ho tutti i film di Toto' qui con me. Quindi
3bis) Il caciocavallo mangiato ancora caldo(in quanto appena fatto) nei caseifici delle Madonie; questo mi riporta al pane consato ed ai salumi degli Agriturismo Siculi
4) Le gite fuoriporta non impegnative di cui parlava Fransua', da fare soprattutto nei mesi invernali, perche' l'estate (per volere insindacabile di Claudia) e' dedicato al mare 7 giorni su 7, compresi i pomeriggi dei giorni lavoartivi.
5) Lasciare i bimbi ai nonni per uscire da soli con la moto; qui abbiamo parenti e amici ma non riteniamo di doverli usare come parcheggio, se non per emergenze

Cosa ho conquistato:

1) Una vita serena, che mi consente di insegnare i miei valori ai miei figli senza temere di crescere due futuri sconfitti disadattati
2) Arrivare al lavoro ancora sorridente, senza aver litigato con le decine di arroganti che inevitabilmente incrociavo lungo la strada
3) Vedere nei servizi di cui usufruisco le tasse che paghiamo
4) Scoprire la bellezza multietnica dei miei concittadini, riconoscere le differenze antropologiche, scoprire nuove abitudini e costumi; In una parola girare il mondo ogni giorno
5) Un libro di circa 450 dove sono descritte le circa 450 attrazioni di Toronto GTA e SUd Ontario (Toronto Fun Places, Nathalie Prezeau, Word of Mouth Production.

Sono sicuro che leggendovi mi verranno altri punti migliori di questi.

Adolfo
Devo dire che ci sono molte cose che mi mancano dall'italia ma se proprio devo pensarne 5 in particolare allora devo dire:
1) Il traffico in citta' con tutti gli automobilisti pazienti ed educati.
2) Le poste e le banche, sai quando entri in fila e non sai mai quando e se esci.
3) Le ferrovie dello stato...

Be faccio sul serio adesso

4)Il profumo dei funghi in Sila
5)Il mare

Cosa ho trovato in Canada
1)Rispetto per il lavoratore, vieni sempre pagato
2)Il rispetto per tutti cani compresi
3)Una miglior conoscenza di altre culture e tradizioni
4)Piu soldi in tasca mia piuttosto che delle banche
5)Conquista della mia indipendenza personale.

Queste sono solo poche cose come ho detto ma la lista puo' allungarsi molto.
Amo il mipo paese ed amo Toronto. Vivrei bene anche a Cosenza se proprio dovessi farlo. Ciao
Adolfo


Luigi

5 cose che mi mancano:
1.ritmi di vita piu' lenti
2.costo della vita + accessibile
3.l'espressivita' della lingua italiana
4.paesaggi naturali ed antropizzati che trasudano autenticita' e varieta' storica, architettonica e culturale, in poche parole che esprimono un'identita' propria ed unica
5.superquark


5 cose che ho conquistato:
1.una posizione lavorativa adeguata agli studi compiuti con relativo compenso pecuniario da ritenersi anch'esso adeguato ai medesimi studi
2.piu' fiducia in me e nelle mie capacita' personali, (per la serie 'non siamo solo raccomandazioni')
3.possibilita' concreta di poter avere un giorno una famiglia
4.autonomia mentale ed economica
5.l'assenza di Maria De Filippi con il suo programma Uomini e donne

Francesco
Cosa mi manca:
* Le montagne senza fare 4000 km
* La vera pizza

Cosa ho trovato:
* Mia figlia che può giocare per strada senza avere Rambo che la controlla.
* Mia moglie che può uscire sola di notte "quasi" tranquillamente.
* Che il motto "apparire è meglio che essere" non è ancora dominante (ma ci stiamo lavorando...)


Pietro
Cosa mi manca:
1) Il mare e i colori Puglia.
2) Le passeggiate in montagna (senza fare migliaia di km).
3) Le mie amate citta': Genova Roma e Napoli (anche se sono sporche un tantino pericolose e nel terzo caso ora anche con tanta immondizia in giro).
4) La classica colazione al bar (cornetto+cappuccino).
5) L'affetto delle persone che mi vogliono bene in Italia.

Cosa ho trovato di buono:
1) Rispetto per ogni essere umano, a prescindere da aspetto, razza, religione, tendenze sessuali.
2) Attenzione verso la sostanza piuttosto che per la forma.
3) Guadagni proporzionali alla propria qualifica e alla quantita' di lavoro effettuata.
4) La possibilita' di costruire un futuro che non sia solo per se stessi come singoli, ma anche come famiglia
5) Nei ristoranti si mangia bene (a patto di non fare i soliti paragoni tra spaghetti, pizza, pummarola etc, etc.), le porzioni abbodanti, i camerieri educati e gentili, e non costa un salasso.

Giancamarin
Nostalgie:
1. La cioccolata densa del bar italiano;
2. Le spiagge sabbiose anziché fangose;
3. La Nutella nel barattolo di vetro;
4. Il brusio delle cicale sotto gli ulivi, nei roventi pomeriggi d'estate;
5.La Tinsemmhal!

Conquiste:
1. Sfrecciare su di un lago ghiacciato con due lame sotto i piedi;
2. La poutine quebecchese;
3. Cip e Ciop in giardino;
4. I brownies, gnam gnam :)
5.Il diritto di calpestare le aiuole.

Enzo
Vado anche io Simona
le 5 cose che ho trovato
1) i salmoni, belli grossi e capoccioni;
2) la colazione il sabato mattina al bar di sotto, con la barista giapponese che sa a memoria i miei gusti e mi fa trovare tutto pronto appena entro;
3) mia moglie che (ancora...) non si incazza per il punto 2).
4) tanta natura, neve d'inverno e sole d'estate;
5) vita tranquilla in una citta' dalle mille attivita';

le cose che mi mancano
1) le mozzarelle di bufala appena fatte
2) le vongole VERE del mediterraneo (ah no, aspetta....ogni giovedi' mattina arrivano a Woodbridge.....retro-front)
3) niente
4) niente
5) niente

Saluti Enzo


Morena
5 cose che mi mancano (vabbe' oltre a famiglia, amici, casa, cani e gatti):

-i formaggi freschi, tipo mozzarella (che si pela!), formaggini giglio, stracchino, crescenza... a prezzi convenienti!
-il gelato artigianale servito a forma di rosa
-scoppiare i mini-ciccioli che puoi comprare dal tabaccaio senza limite d'eta' o giorno dell'anno
-i 4 salti in padella
-fare studi universitari senza aprire un mutuo.

5 cose che mi aspettavo e che ho trovato (la lista qui dovrebbe andare avanti, ma cerchero' di mettere cose non gia' menzionate da altri):
- assenza di malizia, rabbia, invidia.
- non esistono le scorciatoie, tutti sono trattati allo stesso modo.
- gentilezza incondizionata anche per lo sconosciuto.
- poter fare qualsiasi lavoro vuoi, quello per cui hai studiato e quello che ti e' appena venuto in mente di fare.
- pattinare sul ghiaccio o fare slittino, perche' l'inverno freddo e basta fa schifo, mentre con la neve e' un divertimento. 

sabato 13 novembre 2010

Bruna - un anno da landed immigrant

Oggi pubblico le parole di Bruna, parte integrante ormai di questo blog, in cui descrive il susseguirsi di emozioni provate in questo suo primo anno da immigrata. Ringraziandola per il suo contributo le auguro un prospero e sereno avvenire anche per gli anni futuri!


My first year in Canada

Il 7 Novembre di un anno fa stavo volando sopra i cieli di Toronto, mentre aspettavo di atterrare al Pearson Airport. Da sopra vedevo queste distese immense di colore giallo, subito ho pensato agli enormi spazi e ai parchi del Canada di cui avevo sentito parlare negli anni prima di venire qui.

Da allora é passato esattamente un anno. Come ho sempre detto e sostenuto gli anni da emigrante passano velocemente. In questo anno sono successe tante cose belle e brutte. La vita da immigrato non é mai semplice, per me é stata difficile e facile allo stesso modo. In primis perché avevo già provato anni indietro come ci si sente ad iniziare tutto daccapo; una volta che ero riuscita ad integrarmi ho dovuto lasciare tutto ed iniziare ancora una volta.

I primi mesi sono stati pieni di rabbia e di dolore per ciò che avevo fatto, non ero più sicura della mia scelta e di questa esperienza. Tutto ciò che mi circondava non aveva senso. L'unica cosa che mi dava serenità era l'amore che il mio Elton mi trasmetteva.

Ricordo benissimo un giorno che piansi cosi tanto solo perché non mi sentivo pronta alla neve e al freddo. I miei pianti nascosti erano diventati un'abitudine.

Un giorno, dopo circa 3 mesi dal mio arrivo, mi alzai e dissi a me stessa: cosi non posso più andare avanti, devo assolutamente cambiare questa situazione. Scelsi di non pensare più al passato e di non avere più rimorsi per la mia decisione ma solo di guardare avanti e cogliere tutte le opportunità che mi si sarebbero presentate.

Cominciai a fare nuove amicizie, la classe d'inglese che frequentavo mi coinvolgeva molto, ho iniziato a lavorare e continuo tutt'oggi nello stesso posto, le mie prospettive per il futuro erano diverse quando arrivai. Nel frattempo ho conosciuto di più la cultura Canadese, le tradizioni della gente, i modi di fare e tutto ciò che mi circonda ogni giorno.

La scorsa estate sono tornata in Italia, soprattuto per darmi delle risposte. Dopo un mese e mezzo di vacanza ho capito che il Canada mi mancava. Allora mi sono detta: Bruna adesso sai dov'é il posto in cui vuoi vivere. Sappiamo che l'house é qui in Canada ma Home é sempre la stessa dove siamo nati e cresciuti, dove i nostri affetti vivono ancora. Certi giorni mi viene rabbia, perché in una vita che abbiamo dobbiamo vivere lontani dai nostri cari!?! Ma sono domande che rimangono senza risposte.

Da Settembre sto facendo uno stage in una grande azienda del comune di Toronto. Mi piace tantissimo e spero che tutto si concluda bene. Anche se lavoro 16 ore al giorno non mi pesa, faccio due lavori, ma oggi sono motivata e positiva su questa esperienza.

Ho voluto condividere con voi la storia del mio primo anno in Canada per dire che tutto é possibile nella vita, basta volerlo ed essere ottimisti.

Grazie al mio Amore ed agli amici che ho incontrato tutto é più facile adesso.

venerdì 29 ottobre 2010

Una licenza per gli alcolici in Ontario

Da un pò di settimane a questa parte ho deciso di fare un altro passo verso il lungo ed intricato processo di integrazione nella comunità Canadese, così ho deciso di trovarmi un secondo lavoro. Questo spinta anche dal fatto che molti dei miei weekend cominciavano ad essere monotonamente noiosi per me che ferma non so stare. Pur continuando a rimanere fedele alla mia passione per l'IT e al mio lavoro in TD mi sono chiesta cos'altro sarei stata capace di fare. Risposte: non ne son venute fuori molte...ma ho pensato che l'aver lavorato praticamente quasi tutti gli anni della mia vita nell'attività commerciale dei miei genitori mi avrebbe potuto dare il la per iniziare un nuovo percorso professionale parallelo. Così ho deciso di interessarmi al settore dell'hospitality proprio quando il mio nuovo indirizzo è nel mezzo dell'Entertainment District della Toronto downtown. A tal proposito sono stata consigliata dal mio amico Gino (con cui condividiamo la passione verso i Boston Cream di Tim Horton's) di dotarmi della licenza SmartServe. Voglio precisare che qui in Ontario la distribuzione degli alcolici è regolata a livello provinciale. Solo negozi con marchio LCBO (Liquor Control Board of Ontario) o licenziati da LCBO possono vendere o commercializzare alcolici. Come anche in Italia, in Ontario serve una licenza per poter servire alcolici e permessi speciali anche per occasioni quali: matrimoni, cerimonie e così via...con varie differenze ovvio. Oggi in Ontario per poter lavorare in qualsiasi locale in cui vengono serviti alcolici è obbligatorio possedere questa licenza, si includono: barman, camerieri, proprietario del locale, manager, buttafuori, security etc etc.
Prendere questa licenza è semplice come buttare giù uno shot di tequila. Il costo è di 40$ ad oggi e non c'è data di scadenza. Il tutto può essere fatto online con un corso diviso in 3 sezioni e un test finale di 25 domande. Dopo il superamento del test viene rilasciato un codice provvisorio da stampare che verrà poi sostituito dalla tessera recapitata direttamente all'indirizzo fornito in fase di registrazione. Il corso online mira a rendere chiare tutte le leggi, gli obblighi e i doveri di chi serve alcolici in Ontario. Chi vende gli alcolici è responsabile di chi ne fa un uso eccessivo, in caso di incidenti o simili possono esserci gravi ripercussioni legali.
Ricordando che è una criminal offence guidare con un tasso di alcol nel sangue superiore a 0.08 (80mg/100ml) non poteva mancare anche su questo blog la onnipresente frase: don't drink and drive!

sabato 21 agosto 2010

lunedì 9 agosto 2010

Nuove istruzioni per gli skilled workers 2010

La lista delle occupazioni richieste dal mercato del lavoro Canadese, ai fini dell'eleggibilità all'immigrazione, è cambiata per le domande effettuate dopo il 26 Giugno 2010. C'è da dire che la lista è passata dai 38 richiesti per il 2008/2009 a soli 29, per lo più, a mio giudizio, nel settore medico.
Come riportato dal sito del CIC solo 20,000 domande di immigrazione verranno accettate ogni anno e di queste un massimo di 1000 apparterranno alla categoria di lavoratori specializzati.

Di seguito la lista:
0631 Restaurant and Food Service Managers
0811 Primary Production Managers (Except Agriculture)
1122 Professional Occupations in Business Services to Management
1233 Insurance Adjusters and Claims Examiners
2121 Biologists and Related Scientists
2151 Architects
3111 Specialist Physicians
3112 General Practitioners and Family Physicians
3113 Dentists
3131 Pharmacists
3142 Physiotherapists
3152 Registered Nurses
3215 Medical Radiation Technologists
3222 Dental Hygienists & Dental Therapists
3233 Licensed Practical Nurses
4151 Psychologists
4152 Social Workers
6241 Chefs
6242 Cooks
7215 Contractors and Supervisors, Carpentry Trades
7216 Contractors and Supervisors, Mechanic Trades
7241 Electricians (Except Industrial & Power System)
7242 Industrial Electricians
7251 Plumbers
7265 Welders & Related Machine Operators
7312 Heavy-Duty Equipment Mechanics
7371 Crane Operators
7372 Drillers & Blasters - Surface Mining, Quarrying & Construction
8222 Supervisors, Oil and Gas Drilling and Service

giovedì 24 giugno 2010

Affittare una casa - parte II


Ho già trattato l'argomento dell'affitto di una casa ma in questo post voglio dare delle informazioni utili riguardo diritti e doveri di un tenant. Una cosa fondamentale da sapere quando si stipula un contratto di lease (in genere annuale), è che ogni cosa che può o non può essere stata riportata sul contratto stesso non ha alcun valore se non rispetta le leggi che regolano i rapporti tra proprietari ed affittuari, consultabili sul sito del Residential Tenancies Act. In generale sottolineo alcune cose che è bene sapere. Quando si affitta un appartamento o una casa, spesso il landlord richiede, oltre il primo e l'ultimo mese di affitto in assegno circolare, 10 assegni post datati per i restanti 10 mesi di affitto. Gli assegni post datati non sono illegali qui in Canada ma il tenant ha, per legge, il diritto di non condividere questa tipologia di pagamento e magari mandare su base mensile l'assegno richiesto. Voglio ricordare che il padrone di casa, una volta ricevuto gli assegni (primo, ultimo ed altri eventuali) ha l'obbligo di consegnare le chiavi di casa, eventualmente in duplice copia, così come chiavi, fob o card per accedere nel palazzo. Dal momento in cui l'affittuario entra in casa il proprietario non ha più alcun diritto di entrare nell'appartamento stesso. Le leggi che regolano i rapporti tra padrone di casa ed inquilino sottolineano l'importanza di poter entrare in casa, da parte del proprietario, solo in caso di emergenza. Per tutto il resto il landlord è obbligato a dare un preavviso di almeno 24h ed una valida motivazione.
Alla fine di un lease, solitamente di un anno, il tenant è libero di scegliere se rinnovare il lease per un altro anno, magari arrivando ad un conveniente accordo economico col proprietario, oppure pagare su base mensile e avere diritto di lasciare l'appartamento semplicemente dando 60 giorni di preavviso. Da molti punti di vista la seconda soluzione è la più comoda in quanto non si è "bloccati" da un contratto annuale, in pratica impossibile da recedere.
Per quanto riguarda l'aumento dell'affitto questo può essere chiesto solo una volta ogni 12 mesi e deve essere dato un preavviso, da parte del landlord, di almeno 90 giorni. Esistono delle linee guida che vengono definite ogni anno dalla provincia dell'Ontario, queste stabiliscono esattamente di quanto il costo dell'affitto potrà essere aumentato. Per l'anno 2010 ad esempio, un tenant potrà vedersi aumentare l'affitto del 2.1%. Ogni anno questo tasso varia ed a volte,direi molto raro, può andare in negativo causando un decremento dell'affitto stesso.
In generale quando si affitta una casa ci sono tanti punti da considerare: location , vicinato, condizione dell'appartamento, amenities intorno il palazzo, laundry in casa o nel basement, vicinanza col posto di lavoro, etc etc. Ma ciò che più conta, dal mio punto di vista, è capire se la spesa dell'affitto sarà o no mai un problema nel corso di tutti i 12 mesi del lease, considerando quanto sia caro qui a Toronto il costo della vita!

domenica 21 marzo 2010

Uno psicologo a Toronto

Oggi pubblico delle informazioni riguardanti uno dei miei lettori. Non sono dettagli burocratici per una vita in Canada ma in egual modo interessanti ed utili:

Salve, mi presento:
mi chiamo Gianluca Raffa e sono uno Psicologo e Psicoterapeuta della provincia di Avellino.
Per la mia formazione professionale, ho viaggiato molto, soprattutto in Canada.
Nell'ottobre del 2007, grazie ad una borsa di Studio dell'Universita' 'La Sapienza di Roma" per corsi di perfezionamento all'estero, sono partito per Toronto dove ho avuto la fortuna di frequentare per 8 mesi il corso in "Advanced Psychology" del Prof. Lislie Greenberg nel Dipartimento di Psicologia della York University.
Da allora, non ho mai abbandonato il Canada e ogni anno ritorno a Toronto per corsi di formazione e lavoro e credo che prima o poi mi sistemero' li' in pianta stabile.
Da alcuni mesi sono il consulente psicologo online su un sito che si occupa di solidarieta' internazionale: www.socialidarity.it
Gestisco la seguente rubrica nello voce HELP PSICOLOGICO.
Iscrivendovi al mio FORUM su Socialidarity, avrete quindi la possibilita' di ricevere 5 consulenze psicologiche gratuite via email o via Skype, con un focus specifico sulle emozioni, motivazioni e aspettative che accompagnano la coraggiosa scelta di chi ha deciso di cambiare vita, lasciare l'Italia e partire alla volta della meravigliosa avventura Nordamericana.
Good luck,
dott. Gianluca Raffa
Psicologo-Psicoterapeuta